TRUFFE CON LE RICETTE MEDICHE, CI SCRIVE UN LETTORE

Egregio Direttore,
Forse in pochi si saranno accorti che negli ultimi tempi la ricetta emessa dal medico di base contiene, nel codice a barre, il codice fiscale del paziente.
Il farmacista con il lettore manuale lo copia insieme al nome del medicinale prescritto.
Infine il numero identificativo viene stampato sullo scontrino fiscale consegnato ad acquisto concluso.

Perché?
Alcuni farmacisti affermano che il codice è utilizzabile per contabilizzare la spesa sanitaria e che viene riprodotto sullo scontrino fiscale per essere disponibile da parte di chi può detrarre la spesa sanitaria nella denuncia dei redditi.

Ma cosa accadrà a chi non conserverà lo scontrino ma anzi lo butterà via senza distruggerlo?

Bisogna ricordare che dal codice fiscale è facilmente deducibile il primo nome, la data e il luogo di nascita, tutti dati utili per le truffe, un altro sistema che si aggiunge a una situazione che sempre più sta assumendo la forma di un allarme sociale.

Violare la privacy di un cittadino è il primo passo per imbrogliarlo, i malintenzionati avvicineranno la vittima della quale hanno raccolto in precedenza lo scontrino.

Per questo è necessario invitare vivamente gli assistiti dalla sanità a distruggere lo scontrino, non basta appallottolarlo: serve sminuzzarlo per rendere illeggibile il codice fiscale.

Un semplice gesto per preservare gli ignari cittadini dalle truffe. Per questo le chiedo collaborazione, Lei potrebbe contribuire tramite gli strumenti a sua disposizione.

Un semplice gesto da non mancare.

Cordialmente, Alfonso Manucci

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