ALLA BIANCHI VENDING DI CISTERNA DI LATINA COME ALLA FIAT DI MARCHIONNE: NIENTE FIOM

Riceviamo e pubblichiamo dal segretario Fiom CGIL di Latina Tiziano Maronna.

“Alla Bianchi Vending di Cisterna di Latina, azienda che produce distributori di bevande con 90 dipendenti, fino a qualche tempo fa i sindacati rappresentativi erano la Fim CISL con due delegati e la UGL Metalmeccanici con un delegato con al seguito i lavoratori iscritti alle rispettive organizzazioni sindacali, la Fiom CGIL completamente assente.

Fino a qualche tempo fa perché all’inizio dell’autunno alcuni lavoratori, insoddisfatti dell’operato dei delegati loro rappresentati, si sono rivolti alla Fiom CGIL fino a diventare, in poche settimane, agli attuali 46 iscritti alla Fiom.

A seguito della prima assemblea che facemmo come Fiom esprimendo il nostro pensiero sindacale ai lavoratori, gli stessi, con una raccolta di firme, in più di 50 chiedeva le dimissioni della RSU aziendale presentando, il 15 novembre, alla direzione aziendale, alla commissione elettorale e alla stessa Rsu il documento che testimoniava la “sfiducia”.

Il paradosso è che i delegati della Fim CISL incuranti del pensiero della maggioranza dei lavoratori non intendono presentare le proprie dimissioni sottraendo ai lavoratori la possibilità di esprimere la propria rappresentanza e di conseguenza impedendo alla Fiom di essere rappresentativa all’interno del sito produttivo.

Tutto questo mentre all’interno dell’azienda c’è una situazione di ingovernabilità dove la Direzione aziendale assume decisioni unilaterali come ad esempio l’utilizzo degli straordinari mentre si è in regime di cassa integrazione ordinaria.

La similitudine della situazione, anche se in contesti e modi diversi,  rispetto a quello che è accaduto nel gruppo Fiat qualche giorno fa dove è stato firmato un accordo, “modello pomigliano”, che, tra le altre cose, vieta alla Fiom di avere la propria rappresentanza all’interno degli stabilimenti del gruppo, devrebbe far riflettere su quale idea di democrazia e rappresentanza si voglia portare all’interno dei posti di lavoro.

Rispetto a queste prese di posizione nel limitare la libertà e il diritto di esprimere il concetti di democrazia, rappresentanza e rappresentativita, la Fiom assumera decisioni forti anche nei confronti delle aziende che non si facciano garanti di tali valori”.

 

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