AUTONOMIE LOCALI: CONVEGNO ALLA PISANA SU RIFORME COSTITUZIONALI, ENTI LOCALI E RUOLO DEI CAL

Rilanciare i Cal omologando le funzioni e realizzando un coordinamento in funzione di un ruolo decisivo del Consigli delle autonomie locali nella dinamica delle riforme costituzionali. E’ quanto è emerso al termine del convegno “Riforme costituzionali, nuovi assetti degli Enti locali e ruolo dei Consiglio delle autonomie locali” che si è tenuto stamattina nella Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio. Ad introdurre i lavori l’intervento del presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, che ha sottolineato l’importanza storica della riforma sul federalismo fiscale. “Il federalismo fiscale – ha detto Abbruzzese – modificherà il rapporto tra Stato ed enti territoriali, spingendo il sistema verso un protagonismo sempre maggiore degli amministratori locali, la cui gestione responsabile è proprio il principio cardine alla base di questa importante riforma. Nasce una nuova dialettica, non più ‘verticale’ tra Regione ed enti, ma che va interpretata come ‘orizzontale’, seguendo la nuova formulazione dell’articolo 114 del dettato costituzionale, che ha puntato sul concetto di ‘pari dignità istituzionale’. In questo senso, un ruolo attivo dei Cal può assicurare il coordinamento degli interventi attraverso un preciso riparto delle competenze al suo interno”.

Dopo l’introduzione di Nicola Riccardelli, vicepresidente del Cal Lazio, il professor Fulvio Pastore dell’Università di Cassino ha illustrato le criticità derivanti dalle dinamiche di espansione e riflusso, spesso con effetti contraddittori, che caratterizzano le varie fasi di riforma che si sono succedute nel nostro paese, rilevando come spesso, come nel caso del decreto 201 del 2011, si da l’avvio a forme di semplificazione e di tagli draconiani spesso dannosi, oltreché di dubbia costituzionalità che poco hanno a che fare con la necessità di intervenire sulle funzioni e non solo sulla riduzione della spesa.

L’avvocato Germano Scarafiocca ha parlato del contesto storico complesso in cui le riforme dovrebbero realizzarsi. Un clima di incertezza istituzionale nel quale i Cal hanno un ruolo necessario, quello di raccordo tra la funzione legislativa delle Regioni e quella amministrativa degli enti locali. In questo quadro però occorre definire meglio le funzioni dei Cal, rendendo omogenee le sue azioni, analizzando ciò che è stato fatto fino adesso e soprattutto sviluppando ulteriormente il coordinamento nazionale. Concetto sul quale è tornato Marco Filippeschi, presidente del Cal Toscana e del coordinamento nazionale dei Cal, che ha sottolineato come la fase storica in atto è tale per cui è spesso dall’alto che vengono imposti i cambiamenti e le “riforme” costituzionali. Questo è, secondo Filippeschi, un altro aspetto della crisi che sta vivendo il nostro paese con pericolose derive della legittimazione democratica che occorre arginare con riforme organiche. I Cal possono giocare un ruolo determinante nel proporre tali riforme per riaffermare la partecipazione democratica rivedendo le dimensioni e le funzioni degli enti territoriali intermedi.

Al convegno è intervenuto anche Giuseppe Russo, economista dell’Università di Cassino, che ha svolto una relazione sulla governance dei servizi pubblici.

 

 

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