A “LA SAPIENZA” STUDIANO LE TECNICHE DI LAVORAZIONE DELLA STRAMMA

L’arte della lavorazione della stramma, tipica del Parco dei Monti Aurunci , è approdata alla cattedra di Archeologia sperimentale del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma per essere studiata ed insegnata alle nuove generazioni.

L’antica fibra vegetale utilizzata dai nostri avi per realizzare strumenti di lavoro quotidiano è diventata, dunque, materia d’interesse dell’ateneo romano. L’obiettivo è quello di restituire alle giovani generazioni la memoria storica degli antichi mestieri ed anche apprendere, contestualmente, le tecniche che caratterizzano questa particolare lavorazione.

L’Ente esprime grande soddisfazione per l’avvio del sodalizio che è iniziato l’anno scorso in via sperimentale e che quest’anno è diventata materia di esame  di Archeologia sperimentale.

Coordina le attività di uscita e quelle in aula il dipendente dell’Ente Giovanni Morra. Una prima uscita sul territorio per conoscere le zone dove la stramma cresce naturalmente è stata effettuata nei giorni scorsi. Il folto gruppo di universitari, infatti, ha trascorso una giornata nel Parco dei Monti Aurunci per raccogliere tutte le informazioni tecniche della pianta, il cui nome è ampelodesmos mauritanica.  La collaborazione tra le due istituzioni, si sta sviluppando attraverso un percorso scientifico didattico che prevede sei incontri, di cui 4 uscite sul territorio del Parco per individuare e raccogliere  le fibre vegetali.

Nei tempi in cui c’era poco e si doveva mettere a frutto il proprio ingegno per sopravvivere la stramma, che cresce naturalmente nell’area protetta Aurunca, è stata utilizzata dai nostri avi per realizzare i cesti, le coperture dei pagliai, le corde, i sacchi da trasporto per gli asini (le cosiddette sporte) scope ed altri oggetti di arredo. Veniva utilizzata anche negli impasti di argilla per produrre pentole e vasi di terracotta,

L’Ente, sin dalla sua istituzione, si è impegnato a recuperare e valorizzare queste antiche tradizioni artigianali, introducendo l’insegnamento delle tecniche della lavorazione della stramma nei laboratori di educazione ambientale che tiene nelle scuole di ogni ordine e grado dei sui comuni.  Ed anche attraverso i manufatti che si possono vedere ed acquistare nella Bottega del Vivaio e della Falegnameria di Itri.

“Abbiamo accolto la richiesta dell’Università La Sapienza di Roma con grande entusiasmo – ha detto in merito Iris Volante, Commissario straordinario del Parco – perché l’Ente è impegnato da diversi anni, nell’ambito di educazione ambientale, a recuperare anche la memoria storica delle antiche tradizioni Aurunche. E  sono certa che la collaborazione con  il Dipartimento di Scienze dell’Antichità  sarà proficua per arricchire di ulteriori significati storici e antropologici la lavorazione della stramma”.

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