TRAGEDIE STRADALI: DELLE CAVE CHIEDE PRESENZA MATERIALE DELLA POLIZIA SULLE STRADE

*Giovanni Delle Cave*

Prendendo lo spunto dal grave episodio di pirateria stradale verificatosi a Torino, Giovanni Delle Cave, vicepresidente nazionale dell’Associazione Europea familiari e vittime della strada, commenta l’insostenibile situazione che fa del settore un campo di battaglia, anche nella provincia pontina dove Della Cave è presidente della associazione onlus.

“I recenti fatti di cronaca che, anche di recentissimo e nonostante il nuove codice della strada, hanno insanguinato le nostre strade, sempre più spesso per mano di “pirati”, da ultimo a Torino, dove un bambino di 8 anni è stato ucciso sulle strisce pedonali, ferendo gravemente anche i suoi genitori – evidenzia Delle Cave – impongono una riflessione urgente, ponendo il quesito se la repressione di questa emergenza, che miete più vittime delle peggiori guerre, trovi soluzione in un complesso di norme, piuttosto che, come noi crediamo, in una seria politica di prevenzione, che preveda un capillare presidio del territorio e quindi delle strade. non ha senso parlare di tolleranza zero quando è ancora oggi possibile percorrere lunghi tratti della nostra rete viaria, anche centinaia di chilometri, senza incontrare un’uniforme, dando l’idea che per strada la si possa fare sempre franca. Gli strumenti elettronici, il tutor, gli autovelox, per quanto di innegabile utilità, non possono sostituire del tutto l’uomo, non incutono nell’utente della strada mal disposto quella reverenza determinata dalla divisa, soprattutto non valgono ad impedire in alcun modo che il comportamento umano pericoloso sia portato alle estreme conseguenze, evitando che raggiunga la soglia del danno. Quello che oggi la scrivente associazione si sente pertanto di chiedere con forza alle istituzioni, è l’adozione di una seria politica di prevenzione dell’incidentalità stradale, attraverso un presidio capillare del territorio, che può realizzarsi, sia chiaro – conclude Delle Cave – soltanto per mezzo di una diversa gestione delle risorse umane delle forze dell’ordine”.

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