PROCESSO “SFINGE”, MARIA ROSARIA SCHIAVONE RICUSA UNO DEI GIUDICI

*Maria Rosaria Schiavone al momento dell'arresto nel maggio 2010*

E’ tornato in aula il processo a carico di Maria Rosaria Schiavone, nipote del boss Sandokan, e altre otto persone, secondo la DDA cellula del clan dei casalesi insediata tra Roma e Latina, che trae origine dall’operazione della Squadra Mobile denominata Sfinge. Nel corso dell’udienza gli imputati hanno ricusato, se ne occuperà ora la Corte d’Appello, uno dei giudici in quanto si sarebbe già occupato di uno dei fatti imputati al gruppo ovvero un agguato sull’Appia. Nel corso dell’udienza sul banco dei testimoni è salito inoltre un agente di Polizia che ha deposto su una chiamata ricevuta dal ristoratore Francesco Cascone, imputato per tentato omicidio, oggetto di due agguati nel 2007 e nel 2008, nel primo dei quali, a seguito di un intervento della “cellula”, sparò un colpo di pistola nel luogo dove si nascondeva al Lido di Latina.

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