BIMBA CONTESA A FORMIA, IN TRIBUNALE LA DISCUSSIONE SULL’ARRESTO DEL PADRE

Era stato arrestato lo scorso 19 maggio a Formia per resistenza, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale ma la realtà di quel fermo in Tribunale a Gaeta, dove è ancora in corso a porte aperte il giudizio di fronte al Giudice Rosanna Brancaccio, si arricchisce di particolari che in un primo momento non erano emersi. La vicenda, secondo quanto raccontato ieri dal vice questore Paolo Di Francia, da un inspettore di Polizia e da due parenti dell’arrestato, prende avvio da una bimba contesa.

Luigi V. infatti, era affidatario della figlia e temendo problemi con la madre, il 19 maggio, recandosi a prendere la bambina all’uscita da scuola chiedeva l’intervento degli agenti nel caso in cui si fossero verificati dei problemi. Questi, giunti sul posto e constatato essere in corso un litigio tra i due ex compagni, invitavano entrambi a seguirli presso gli uffici di via Olivastro Spaventola per risolvere la controversia. Successivamente gli agenti, Cecere e Perrone, avrebbero chiesto all’uomo la documentazione sull’affidamento della bimba. Luigi avrebbe pertanto telefonato alla sorella perché portasse in Commissariato la documentazione necesseria, inoltre assicurando i parenti sull’affidamento. All’arrivo dei famigliari, però, la madre della bimba veniva vista uscire in tutta fretta dagli uffici insieme alla bambina in lacrime. Luigi, invece, secondo quanto raccontato dalla sorella e dalla cugina, urlava faccia a terra circondato dagli agenti e in stato di arresto, poi refertato con quattro giorni di prognosi (due e tre giorni per i due agenti intervenuti). Alla richiesta di spiegazioni sul fermo le due donne sarebbero state fatte allontanare. Successivamente l’intervento dell’avvocato Mattia Aprea che prima sarebbe stato respinto in mali maniere, anche insultato secondo la testimonianza dei parenti dell’arrestato, e poi fatto entrare negli uffici dopo essere stato preso di forza per le spalle, tra l’altro sbattendo sul suo piede sinistro il cancello che delimita l’ingresso al commissariato. Una vicenda spinosa su cui il vice questore Di Francia, assente per altri impegni al momento dei fatti, ha ammesso “atteggiamenti poco consoni”. Al termine dell’udienza il giudice ha rinviato al prossimo 18 aprile per la discussione. Obiettivo della difesa dell’uomo far annullare l’arresto.

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