DOMICILIARI ALL’EX SINDACO DI PONZA E TRE ASSESSORI

Sono venute meno le esigenze cautelari per l’ex sindaco di Ponza Rosario Pompeo Porzio e per tre ex suoi assessori che lo scorso 17 settembre erano stati arrestati dai Carabinieri nell’ambito della delicatissima inchiesta della Procura di Latina sui presunti appalti pilotati al comune isolano dal 2006 all’anno scorso. L’ha deciso il Tribunale del Riesame che ha assegnato gli arresti domiciliari, oltre che all’ex sindaco Porzio, anche agli ex assessori Franco Schiano, Mario Pesce e Silverio Capone. Si tratta di un provvedimento che si è reso necessario – si legge nelle singole ordinanze del collegio, presidente Anna Criscuolo – solo per il timore dell’inquinamento delle prove da parte degli indagati. Schiano si trovava nel carcere di Sassari dopo essere stato arrestato a La Maddalena per un convegno: con un volo di linea partito da Olbia è atterrato a Fiumicino e da qui ha raggiunto in auto Gaeta dove sarà ai domiciliari presso una sua abitazione. Porzio, Pesce e Capone sconteranno gli arresti domiciliari, che dureranno solo un mese e dunque scadranno il prossimo 17 settembre, rispettivamente a Roma, Napoli e nella natia Ponza. E’ stata parzialmente accolta pertanto l’istanza del collegio difensivo che, formato dagli avvocati Carlo Alberto Melegari, Luca Scipione, Mattia Aprea, Dino Lucchetti, Massimo D’Ambrosio, Enrico D’Antrassi e Titta Madia, aveva chiesto per i loro assistiti l’annullamento o la modifica della custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Latina De Robbio su richiesta del Sostituto Procuratore Olimpia Monaco con i pesanti reati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, alla truffa e all’abuso d’ufficio. Era stata contestata  la formulazione del reato della turbativa d’asta che – a loro dire – non si può prefigurare in assenza di una licitazione pubblica. Il Tribunale del Riesame inoltre ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per uno dei tre imprenditori arrestati, Giovanni Cersosimo, di 55 anni di Frosinone. Solo due giorni fa la misura restrittiva era stata confermata invece per Luca Mazzella e per il cugino Pietro Iozzi. Se il 13 ottobre il Tribunale del Riesame si pronuncerà sul ricorso presentato dall’ex segretario comunale Pasquale De Tata, anche la Procura ha presentato la sua opposizione contro il mancato riconoscimento del vincolo associativo nei confronti Capone, Pesce e Schiano. La discussione , quest’ultima ,è stata fissata al 3 novembre.

Sritto da: Saverio Forte

 

 

 

 


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