CISTERNA, IL TRIBUNALE CONFERMA IL SEQUESTRO PATRIMONIALE A GENNARO AMATO

Si è definita davanti al Tribunale di Latina la misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di Gennaro Amato, 46 enne nato in provincia di Napoli ma da tempo residente a Cisterna di Latina: accogliendo in toto la proposta formulata lo scorso anno dalla Questura di Latina, sono stati confiscati i beni che gli uomini del Commissariato P.S di Cisterna di Latina, collaborati dall’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine, hanno individuato come riconducibili al pluripregiudicato e che per questo già erano stati sottoposti a sequestro preventivo, vale a dire:

• una villa sita in Cisterna di Latina acquistata nel 2003 ed intestata alla ex moglie;
• un appartamento in Cisterna di Latina, acquistato nel 2008 con annessa corte esclusiva di pertinenza ed intestato alla sua attuale compagna;
• un terreno acquistato in Cisterna di Latina nel 2009, consistenza 5 are;
• un autoveicolo Toyota IQ, immatricolato nel 2009 ed intestato a Gennaro Amato;
• un autoveicolo Bmw X5 3.0D, immatricolato nel 2005 ed intestato alla ex moglie;
• un autoveicolo Bmw AG immatricolato il 05.09.2007 ed intestato alla convivente;.
• tutti i rapporti con saldo attivo intrattenuti dal proposto, dall’ex coniuge e dalla attuale convivente presso tutti gli Istituti di Credito sul territorio nazionale.

Il Tribunale ha inoltre ritenuto Gennaro Amato pericoloso socialmente e per questo lo ha sottoposto, per i prossimi tre anni, alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con l’obbligo di soggiorno nel comune di Cisterna.

L’excursus criminale di Gennaro Amato delinea in modo netto il percorso di vita antisociale compiuto dal medesimo, costellato di violenza e soprusi. A nulla sono valsi provvedimenti adottati nei suoi confronti in precedenza: già gravato da Avviso Orale da parte del Questore di Latina nel 1994, è stato poi sottoposto nel 1995 dal Tribunale di Latina alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale della P.S. con l’obbligo di soggiorno nel Comune di Cisterna di Latina per la durata di Anni 3 e successivamente, in data 06 Maggio 1999, nuovamente sottoposto per ulteriori 5 anni, ciononostante sembra che il delitto rappresenti l’unica sua fonte di sostentamento.

Personaggio da sempre coinvolto nei “fatti criminali” di droga più salienti della Provincia, nel novembre 1993 fu arrestato dalla Squadra Narcotici della Criminalpol Lazio nell’ambito dell’operazione denominata “Tridente” iniziata, qualche mese prima, con il sequestro di 25 kilogrammi di cocaina purissima importata dal Sud America attraverso i canali istituiti negli anni Settanta da Frank Coppola detto “tre dita”, il boss mafioso morto nel 1982 che, dalla sua villa di Ardea, aveva praticamente “creato” il consumo di massa della cocaina nel Centro Italia. Secondo gli investigatori Amato ed i suoi compagni oltre che a custodire la cocaina, si occupavano anche dello smercio dello stupefacente in alcune regioni diverse dal Lazio, occupandosi in particolare del rifornimento nei “punti vendita” di Napoli e di Lecce.
Nel novembre 1998 fu gambizzato davanti alla sua villetta, alla periferia di Cisterna, da due persone a bordo di un’Alfa Romeo, che gli tesero un agguato sparandogli quattro colpi di pistola calibro 9, uno dei quali lo raggiunse alla gamba sinistra. Interrogato dagli investigatori del Commissariato di Cisterna, Amato disse di non conoscere i suoi feritori. Gli inquirenti, memori della grossa operazione antidroga che lo aveva visto protagonista evidenziarono che trattavasi di un avvertimento proveniente dalla malavita operante nell’ambito del traffico illecito di stupefacenti Le successive indagini portarono all’identificazione del responsabile del gesto in Carmine Ciarelli, noto elemento di spicco della malavita pontina operante nel traffico di droga e nel prestito di denaro a tassi usurari.

Nel settembre 2001, durante il regime di sorveglianza speciale, veniva nuovamente attinto da colpi di arma da fuoco; tale agguato fu poi ricollegato ad un regolamento di conti.

Innumerevoli sono le condanne riportate dal proposto fin dagli anni 90, tra cui danneggiamento in concorso, violazione legge sulle armi in concorso, contravvenzione al foglio di via obbligatorio, ricettazione e detenzione illegale di armi e munizioni, più volte condannato per violazione della sorveglianza speciale.

Nonostante varie volte abbia beneficiato della misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale, adottato per tentare un ravvedimento mai avvenuto, non a caso è rimasto uno dei protagonisti di gravi fatti di spaccio internazionale di sostanze stupefacenti in forma associata.

Nel 2008 è stato nuovamente arrestato per traffico illecito di sostanze stupefacenti e per questo condannato in primo grado alla pena di anni 8 di reclusione; inoltre nel 2010 è risultato coinvolto, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e violazione alla normativa sulle armi, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “Sfinge” effettuata dalla Squadra Mobile di Latina in collaborazione con il Commissariato P.S. di Cisterna e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

Tutto questo corollario criminale è stato intersecato con gli accertamenti patrimoniali per far emergere che la disponibilità diretta e indiretta di beni mobili e immobili sono il frutto delle attività illecite poste in essere, tenuto anche conto che le denunce dei redditi presentate non ne hanno giustificato il possesso e la titolarità.

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