PRESTO IL REGOLAMENTO PER LA GESTIONE DEL MONUMENTO NATURALE LAGO DI GIULIANELLO

È ormai in dirittura d’arrivo l’iter che porterà all’approvazione del Regolamento di gestione del Monumento Naturale Lago di Giulianello da parte dei Consigli comunali dei Comuni di Cori e Artena.

Lo ha annunciato ieri l’assessore all’Ambiente del Comune di Cori Enrico Bernardini che è intervenuto al dibattito in riva al Lago organizzato in occasione della 19ima edizione de Il Lago Cantato, la rassegna della cultura e della civiltà contadina che si tiene ogni anno a Giulianello.

Il Monumento Naturale Lago di Giulianello è stato istituito dalla Regione Lazio ai sensi della L.R. n. 29/1997 con DPRL n. 425/2007 affidandone la gestione congiunta ai Comuni di Cori e Artena mediante regolamento che sta elaborando una Commissione paritetica di esperti rappresentati dei due Comuni.

“Lo scopo è quello di tutelare e salvaguardare un’area di rilevante interesse ambientale –  ha spiegato Bernardini –: un’oasi naturale caratterizzata da zone umide, aree agricole e boschi in cui emergono le strette correlazioni di valori naturalistici tra i singoli ambiti territoriali. Inoltre il reticolo idrografico superficiale sottolinea l’antica formazione morfologica del territorio, mentre la conservazione dello specchio lacustre è di fondamentale importanza per la salvaguardia del sistema idrico di falda, alimentato da sorgenti sotterranee”.

La bozza stilata è condivisa dai due Comuni che la stanno ora discutendo ed approvando con la collaborazione dei proprietari delle terre circostanti da sempre dediti all’allevamento e all’agricoltura. L’intento dei due Enti è quello di delineare una fascia di maggiore tutela, intorno al perimetro del Lago, entro la quale sia vietato l’esercizio, in qualunque forma, di attività agricole e silvo – pastorali, ad esclusione di una limitata porzione della stessa e nei limiti strettamente necessari all’abbeveramento degli animali.

“Le sponde del Lago sono ricche di biodiversità – ha concluso Bernardini – e si configurano come un habitat idoneo per la sosta e lo svernamento dell’avifauna tipica delle zone umide, come tali devono essere protette compatibilmente al diritto degli allevatori ed agricoltori presenti nella zona a svolgere le proprie attività”.

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