FORMIA: CALDO TORRIDO AL PRONTO SOCCORSO DELL’OSPEDALE DONO SVIZZERO

Pazienti, medici e infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale Dono Svizzero di Formia tutti accomunati da un unico destino: “morire” dal caldo. E’ quanto si è registrato negli ultimi quattro giorni al nosocomio formiano quando l’impianto di condizionamento dell’aria è andato in tilt smettendo di funzionare.

Almeno trentacinque gradi nei locali del pronto soccorso dove da venerdì, per tutti era impossibile resistere alla calura infernale. L’impianto di condizionamento dell’aria ha smesso di funzionare al mattino e, immediatamente, il personale in servizio ha avvisato la ditta incaricata della manutenzione perché agisse di conseguenza. Al Dono Svizzero sono così i giunti dei tecnici che hanno verificato la rottura di una centralina. Altre volte un simile disagio, comunque possibile, si era risolto in pochi minuti ma non questa volta: l’impianto di condizionamento dell’area è continuato a rimanere fuori uso senza che nessuno, tra il personale amministrativo, si prendesse l’incarico di un urgente sollecito.

La temperatura all’interno del pronto soccorso, quindi, ha continuato a essere torrida. Particolarmente, come intuibile, nelle ore diurne così mettendo gravemente in pericolo le condizioni di salute dei pazienti ricoverati e aumentando considerevolmente, visto il caldo, le possibilità di infezioni e malattie. Una situazione intollerabile anche a fronte di altri impianti di condizionamento dell’ospedale, vedi area amministrativa, perfettamente in funzione. Per non parlare poi del disagio del personale medico costretto a lavorare in condizioni insostenibili. E seppure è stato possibile aprire alcune finestre e porte per provare a far circolare l’aria, ogni qualvolta è giunto un paziente, per ovvie ragioni di salute e privacy, le camere ambulatoriali sono state chiuse alzando ancora di più la temperatura interna. Di fatto quella che è un’area critica dell’ospedale dove le condizioni igienico sanitarie dovrebbero essere perfette, per quattro giorni e quattro notti è stata del tutto abbandonata a se stessa.

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