SUDPONTINO, DODICI MONTAGNE COMPLETAMENTE DISTRUTTE DAGLI INCENDI

Sta ancora continuando l’odissea di fiamme e fumo che da oltre 36 ore ha trasformato la vegetazione di dodici montagne tra Fondi e i confini rurali di Itri in un desolante manto desertificato e reso lugubre da una distesa di colore nero. Aerei Canadair, elicotteri, Vigili del Fuoco, squadre della Forestale, del Nipaf, di volontari sono ancora al lavoro per avere ragione degli ultimi focolai dell’incendio che era partito la notte tra domenica e lunedi dalla Piana di Fondi e
aveva proseguito verso le campagne occidentali di Itri, lambendo abitazioni, stalle, magazzini, agriturismo dell’uno e dell’altro centro.

Tutto questo mentre VVFF, CFS, coadiuvati dai volontari della Protezione civile dell’ERI del presidente Antonio Maggiacomo dovevano correre a spegnere due incendi sviluppatisi a Campodimele e poi precipitarsi di nuovo a Tarragona, sotto il monte Civita, dove, dopo il primo spegnimento dell’incendio di domenica, le mani esperte di piromani ormai collaudati nella distruzione dell’habitat avevano riattivato il fronte delle fiamme. Grande disagio anche per i cittadini di Itri, con le abitazioni letteralmente invase dalla cenere che si infiltra all’interno e che ha mandato a monte il lavoro delle massaie che, dopo il bucato, avevano messo a stendere biancheria e indumenti puliti. In margine a tutto ciò, si è pure registrata l’emergenza causata dalla diminuzione del flusso della rete idrica che rifornisce Itri, partendo da Fondi, per cause dovute ai disagi provocati dai roghi. La rabbia dei cittadini è esplosa con la richiesta di pene adeguatamente appropriate “e non tipiche dell’Italia permissivista in tutto” per chi venisse sorpreso ad appiccare incendi “anche perchè – si è pure aggiunto – le frane invernali e gli smottamenti di grandi aree del manto collinare e montano dovute alla mancanza di vegetazione che trattiene, per legge naturale la terra, sono purtroppo in pauroso aumento”.

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