RINVIATA L’AUTOPSIA SUL NEONATO MORTO A FONDI. MARTEDI FUNERALI PRIVATI A ITRI

E’ saltata ed è stata rinviata a orario e data da definirsi l’autopsia sul corpicino del neonato deceduto un’ora dopo il parto, presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” a Fondi. Questo perchè l’ispezione necroscopica, inizialmente voluta dai responsabili del reparto del nosocomio fondano, e catalogato come atto “interno”, ora si è trasformato in un provvedimento richiesto dal magistrato per avere dettagli chiarificatori sul decesso del neonato, venuto al mondo alle
tre di notte tra venerdi e sabato. Si aspetta, adesso, di conoscere a chi il magistrato di turno affiderà l’incarico che, comunque vedrà impegnato uno dei medici dell’equipe del prof. Giovanni Arcudi, direttore dell’Istituto di Medicina Legale presso l’Università di Tor Vergata, a Roma.

Tutto ciò perchè dalla famiglia, forse, starebbe per partire la richiesta di un’indagine di approfondimento sulle cause che hanno determinato la tragedia che ha sconvolto l’intero paese di Itri e il sud pontino, dove il papà, politico e amministratore in comune e in enti sovracomunali, è noto e, soprattutto, benvoluto da tutti. Questo rinvio dell’esame autoptico, se contenuto entro la giornata di oggi, lunedi 22 agosto, non dovrebbe far spostare la cerimonia “del tutto
privata”, fissata per le esequie del piccolo che la famiglia ha deciso di voler chiamare Simone e che si terranno martedi 23 presso il cimitero di Itri, nel dolore raccolto dei soli parenti stretti. Sabato pomeriggio, invece, nella chiesa dell’Annunziata, verrà celebrata una Messa in suffragio di Simone l’innocente “agnello sacrificale” che il destino ha consegnato a una Natura matrigna. Non sarà facile, per padre Luigi Donati, passionista e responsabile della chiesa parrocchiale che sicuramente straboccherà di fedeli, tenere un’omelia capace di lenire anche solo in parte l’abisso del dolore che alberga da sabato mattina nell’animo della mamma e del papà, oltre che del fratellino che ha atteso, invano, l’arrivo del compagno dei giochi. “Oh natura, perchè di tanto inganni i figli tuoi?!?!?”. L’amaro verso del vate di Recanati
torna, purtroppo, anche oggi, e forse in misura crescente, sempre attuale.

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