LAUREE FACILI DALLA CALABRIA, CHIUSE LE INDAGINI

Lauree in medicina falsficate distribuite a pioggia dalla Calabria al resto d’Italia. C’è anche un gaetano, il 59enne Mario Festa, imprenditore titolare di un’agenzia di stampa a Roma, tra i quattordici indagati a cui la Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha inviato avviso di chiusura indagini. L’inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia e delle Stazioni di Vibo Valentia e di San Costantino Calabro, coordinata dal sostituto procuratore Michele Sirgiovanni, prende il via sul finire del 2009 in seguito a una verifica avviata dall’Ordine provinciale de medici. Proprio durante questo controllo, siamo nell’agosto, viene segnalato il caso di due iscritti non calabresi che avevano eletto come domicilio la stessa abitazione di San Costantino. Da quella prima anomalia seguono ulteriori indagini anche sull’Università di Messina dove i due si sarebbero laureati e da qui l’indagine si allarga a macchia d’olio al resto d’Italia tornando all’abitazione di San Costantino dove le lauree venivano stampate e preparate all’invio. A gestire il giro di carte e di soldi un professionista di San Costantino e l’uomo originario di Gaeta che, secondo le indagini, avrebbe tenuto stretti rapporti con Antonino Ciavarello, 37 anni, di Palermo, genero di Totò Riina, al fine di acquistare attestati di laurea. Illustri i nomi a cui è stato notificato l’avviso di conclusione indagini tra i quali spicca Angelo Pietro Fiorin, fino al 2005 vice presidente del consiglio regionale del Veneto e dirigente Ipab di Vicenza. Ma non solo. Tra gli indaganti anche un odontoiatra di Latina e una donna di Fondi che figurano in un’altra parte dell’inchiesta. Quindici in tutto i controlli effettuati nel 2010 dai militari di Vibo Valentia tra Roma, Alatri, Gaeta, Latina, Follica, Fondi, Corleone, Agropoli, Limbiate.

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