GIAN ANTONIO STELLA A FORMIA, A ITRI PARTE LA CONTESTAZIONE SU FACEBOOK

*Gian Antonio Stella*

Itri non ci sta a vedere stravolta la storia relativa alla vicenda della prevaricazione dei lavoratori sardi che, nel 1911, impegnati a realizzare la galleria ferroviaria tra Fondi e il sud pontino, si trovarono coinvolti in una serie di tragiche aggressioni che fecero registare anche la morte violenta di alcuni isolani. Ribadito che l’evento era stato denunciato, come rischio premonitore, dal sindaco del tempo, che chiese aiuto al Ministero degli Interni, si respinge come del tutto infondata e frutto di mera fantasia ricercatrice di “consensi da cassetta” la tesi dell’evento che ne dà uno scrittore sardo, da sempre dedito a pubblicazioni attinenti l’autoesaltazione delle sue terre, cosa, peraltro, anche accettabile se l’impegno non va a ledere o, peggio ancora, a stravolgere la verità dei fatti.

Ebbene, nello specifico, a Itri, si è messa in moto “radio tam-tam”, ovvero una insistente e crescente campagna di condanna del prefatore e del recensore dell’opera del sardo di cui sopra (nelle librerie e nelle edicole del centro
aurunco non è stata acquistata neppura una copia del suo libro, n.d.r.), tale Gian Antonio Stella (“Carneade, chi era costui?”), figura che il Corriere della Sera inserisce tra i suoi collaboratori.

In occasione della sua “calata” a Formia, prevista per domenica 31 luglio, sui siti facebook di decine di itrani, ma anche di gente del golfo e di altri centri pontini, sono comparsi messaggi invitanti a recarsi a contestare il Gian Antonio e la sua “buona stella” ispiratrice: “Bocciato in Storia, promosso in…banca”, “In vino…veritas!, ma con la (V) minuscola”, forse come riferimento alle degustazioni enologiche, da autore, dei vini di Alghero, che la firma del quotidiano di via
Solferino sarebbe solito avere in compagnia dell’autore dell’opera contestata; “Amici dei Sardi, sempre. Dei sardagnoli, MAI!”. Di questo e di messaggi simili sono piene le pagine di Facebook, con la speranza che, “calando a Formia, la sua buona stella lo consigli a fare un salto a Itri e a prendere contatto “de visu” con la terra e la gente che ancora oggi si sta prodigando, insieme ai Sardi che amano la convivenza pacifica e il rispetto della verità storica, per far trionfare – e qui
l’elogio alla scrupolosità della ricerca storica, empiricamente ineccepibile svolta dallo studioso Pino Pecchia è più che doverosa – quella che a cento anni di distanza deve servire solo come lezione di Historia, autentica “Magistra vitae”, per evitare che il serraglio umano, persegua la strada della beluina aggressione collettiva.

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