MAFIA BENGALESE IN PROVINCIA DI LATINA, DUE ARRESTI DELLA SQUADRA MOBILE

*Jabare Miah*

Nella mattinata odierna, a conclusione di una mirata attività investigativa avviata dopo la segnalazione di rapina commessa ai danni dei gestori di un distributore di carburanti sito in questa via Piave e avvenuta in data 22.6.2011, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Latina, sono stati tratti in arresto i cittadini bengalesi identificati per Jabare Miah Md, nato in Bangladesh nel 1985, e Jubyar Miah, nato in Bangladesh nel 1981, residenti  a Latina, responsabili dei reati di rapina aggravata, estorsione e lesioni. Le indagini hanno permesso di accertare che i due, oltre ad essersi resi responsabili del reato di rapina ai danni di connazionali, avevano, in precedenza, anche rivolto agli stessi richieste estorsive con minacce gravi, riferendo di essere i capi di una organizzazione criminale composta da cittadini bengalesi cui tutti i connazionali residenti in provincia di Latina dovevano cedere somme di denaro a titolo estorsivo.

*Jubyar Miah*

Le attività investigative svolte hanno permesso di identificare gli autori dei gravi fatti delittuosi, evidenziando altresì effettivamente una attività estorsiva compiuta ai danni di cittadini del Bangladesh titolari di attività economiche e commerciali in questa provincia. Il tutto è stato inoltrato alla locale Procura della Repubblica con una dettagliata informativa di reato che ha consentito al Gip l’emissione delle due ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Dopo le formalità di rito i due cittadini stranieri sono stati associati presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le investigazioni hanno svelato un vero e proprio racket avviato da cittadini del Bangladesh nei confronti di loro connazionali costretti a cedere rilevanti somme di denaro (nell’occasione la richiesta estorsiva ammontava a diecimila euro) altrimenti le loro attività economiche avrebbero subito danneggiamenti. Le richieste estorsive erano seguite anche da gravi minacce che, in occasione della rapina del 22.6.2011, si sono concretizzate con l’utilizzo, durante l’aggressione, di un coltello, un bastone e un guanto munito di punte acuminate.

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