CANTIERE FERMO AL SANTUARIO DELLA CIVITA, I FEDELI PROTESTANO

Fedeli imbestialiti, la mattina del 20 luglio, per le condizioni in cui versa il Santuario della Madonna della Civita patrona di Itri e – non tutti lo sanno – dell’intera arcidiocesi di Gaeta. I lavori, iniziati da anni, al tempo della giunta regionale retta da Piero Marrazzo, sono rimasti fermi perchè dalla Pisana, sia con la gestione Marrazzo, sia con quella della Polverini, non è più giunto un solo soldo per il completamento del meraviglioso restauro che pure sta registrando l’intervento tecnico, prezioso e tanto apprezzato, dell’arch. Francesco Paolo Mancini di Itri. Il tecnico, che ha messo in cantiere un processo ambizioso che farà del restaurato Santuario un osservatorio a 360 gradi, che spazia dal fascinoso orizzonte comprendente le isole partenopee di Ischia e Procida, quelle pontine di Ponza, Palmarola, Ventotene, Santo Stefano, Zannone e Gavi, il promontorio del Circeo, il golfo di Gaeta, la valle di Itri e tutta la meravigliosa Piana di Fondi con la cinta montana della catena aurunca, attende che la Regione invii gli ulteriori contributi per porre fine a un’opera che definire grandiosa sarebbe dir poco. Dopo il restauro del padiglione Pio IX, della sala pellegrini, di quella per conferenze, e di altri locali, c’è tutta un’ala (refettorio, cucina, camere dei sacerdoti e quella del Vescovo) che aspetta gli attesi interventi.

padre Emilddio Petringa, rettore del santuario

Oltre a ciò, il santuario attende l’attivazione di un’area museale che, raccogliendo il meraviglioso tesoro per ora affidato a Gaeta, faccia arricchire anche culturalmente le migliaia di pellegrini che lo affollano ogni anno. Ma, a quanto è dato sapere, i tempi si stanno allungando, nè la Polverini sta facendo nulla per accorciarli. Addirittura, dopo lo scandalo Marrazzo, si era parlato di una scelta eremita dell’ex governatore della Pisana sul monte Civita, notizia rimasta senza conferma e senza smentita dallo stesso padre Emiddio Petringa, rettore del Santuario. Dovrà essere l’arrivo di papa Benedetto XVI, per la cui visita pastorale più di qualcuno si sta adoperando, a far rimettere in moto quella macchina che la mattina del 20 luglio è stata criticata soprattutto da cinque o sei sacerdoti che, al fianco dei pellegrini giunti sul sacro monte mariano, già mèta di Pio IX e di Giovanni Paolo II, e chiedendo di restare anonimi, hanno denunciato aspramente  le ferite di un cantiere ancora aperto perchè dalla Pisana i soldi vengono utilizzati – e in che misura !- solo per macchine blu, rappresentanza e ogni sorta di manifestazione mondana dove non si bada a spese. Alla faccia della Madonna della Civita, che viene tirata in ballo solo quando è tempo di elezioni. E le stelle, anche quelle della diocesi del Golfo, restano a guardare.


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