ITRI, RINGHIERA DISTRUTTA NEL CROLLO CHE PROVOCO’ LA MORTE DI DUE OPERAI: E’ ANCORA LI’

*Il terrazzo di via della Quercia a Itri*

“Cosa si aspetta ad intervenire per evitare situazioni di rischio tragico nel palazzo dove, l’11 giugno 2010, la caduta, con la conseguente morte di Luigi Ruggieri e di Renzo Di Biase, del braccio che sorreggeva la piattaforma aerea, ha distrutto, tra l’altro, anche l’angolo della terrazza di un appartamento al primo piano dove vive, tutta sola, un’anziana signora? Oltretutto, come le foto evidenziano, per evitare il rischio che la donna possa cadere giù a causa della soluzione di continuità della ringhiera contornante il terrazzo, è stata collocata una panchina in vetroresina di colore bianco ma questo ostacolo non fermerebbe lo scongiurato rischio di una caduta dovuta a sbandamento o perdita di equilibrio”.

Questo è l’appello rivolto agli organi di informazione dal condominio e dai vicini di casa della signora di origine gaetana che, tra l’altro, non ha alcun parente a Itri, essendosi unita, in seconde nozze, con un uomo rimasto vedovo e adesso deceduto a sua volta. “Sappiamo bene – proseguono i postulatori della causa a favore della signora – che l’assicurazione prevede tempi lunghissimi per dirimere le spettanze dovute per le responsabilità civili nei confronti delle due vittime, ma per assegnare all’anziana e solitaria inquilina la somma dovuta per la riparazione della ringhiera e del terrazzo non ci sembra che ci voglia un tempo quasi uguale a quello impiegato per la realizzazione (ancora in itinere) della Salerno – Reggio Calabria. Oltretutto è la stessa signora, conscia del pericolo che potrebbe correre, che sta evitando di trascorrere fuori al terrazzo qualche momento di relax, anche per sfuggire alla calura interna provocata dall’infuocato clima di metà luglio. Ci sorprende anche il fatto che tanti “soloni” della sicurezza pontifichino per situazioni sicuramente meno critiche di quella da noi denunciata e non si accorgano dell’incombente rischio di scongiurati incidenti che potrebbero derivare dal persistere di una situazione tanto grave e, soprattutto, inconcepibile. E, pensare – conclude la nota – che le assicurazioni brillano per insuperabile tempestività al momento della riscossione del premio – quietanza. E se del caso cominciasse a interessarsi anche la Magistratura?”

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