ITRI, I DELUSI DALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI

*GIanfranco Di Mascolo, presidente cooperativa Prisma*

“Occorre voltare pagina per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti a Itri”. E’ l’appello lanciato da tecnici del settore, dopo che il trend positivissimo che aveva caratterizzato i primi anni di questa esperienza che aveva visto, tra l’altro, Itri premiato come uno dei comuni più “ricicloni”, si è improvvisamente invertito. Il servizio, come si ricorderà, era iniziato al tempo in cui a operare era la cooperativa “Prisma” del presidente Gianfranco Di Mascolo. Mezzi e strutture precarie per una trentina di giovani, per lo più provenienti dal disagio sociale dell’età adolescenziale, a causa di devianze alcoliche e di tossicodipendenze. Cionostante, grazie alla guida del Di Mascolo e, soprattutto, allo zelo degli operatori, che, a fronte di un trattamento economico molto inferiore a quanto loro dovuto per gli immani sforzi cui si sobbarcavano (va ricordato che Itri vanta una vastità territoriale di 11.000,00 ettari e una presenza, a pieno ritmo vacanziero, di 14.000 anime) hanno saputo portare avanti il lavoro dove a lavorare erano in tanti e a dirigere uno solo. Oggi, con il passaggio del servizio nelle mani della società Intini s.r.l., le cose sono cambiate, ma in peggio. All’inizio sembrava che il trend positivo continuasse a salire. Ma dopo, a causa del proliferare di figure dirigenti e di guide operative, l’efficienza dei risultati ha iniziato a venir meno. Addirittura chi conosce un pò la realtà del punto di conferimento in località San Donato ha toccato con mano la latitanza quasi costante dei responsabili della “Intini”, fatto, questo, che nuoce alla qualità dei risultati. A questo punto la gente si chiede: poichè la “Intini” ha avuto l’incarico per cinque anni e, finora, ne sono trascorsi, due, perchè il comune non opera la rescissione del contratto? Pagherà certamente una penale per la rescissione (ammesso che il comune non si rivalga nei confronti della Intini e chieda a lei la penale per il cattivo funzionamento del servizio) ma avrà tre anni per organizzare in maniera più proficua ed economicamente più redditizia un servizio che oggi pesa tanto sulle casse del comune. E le critiche non si fermano solo al momento negativo. Viene fuori, invece, un discorso propositivo che andrebbe approfondito e affrontato con interlocutori del settore. Perchè – si fa notare – non si affida il servizio a una multiservizi di proprietà del comune, ma diretta da un amministratore delegato, il cui trattamento verrebbe fissato in base alla bontà dei risultati conseguiti? A Itri sono in tanti a ricordarsi delle qualità manageriali del presidente della “Prisma”, Gianfranco Di Mascolo. Perchè non provare. Sempre meglio che precipitare verso il baratro, come attualmente sta succedendo. E lo dice gente che di gestione dei rifiuti urbani differenziati se ne intende.

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