LA DIRIGENZA DELLA CAVA “SAN PELLEGRINO” HA INCONTRATO IL SINDACO DI ITRI

Un'immagine della Cava San Pellegrino

Lo stato maggiore della cava “San Pellegrino”, operante a Itri, è sceso in paese per incontrare, presso il comune, il neosindaco, GiuseppeDe Santis, e l’assessore alle attività produttive, Elena Palazzo. La dirigenza della struttura, appartenente a una multinazionale, ha voluto verificare con i neo amministratori, eletti nella scorsa tornata del 15 e 16 maggio, la conciliabilità delle posizioni della cava e quelle del Comune.

Dopo una serie di polemiche, che durante la campagna elettorale hanno visto la cava al centro di discussioni e di articoli di stampa, era giunta, alla vigilia del voto, il 12 maggio, la comunicazione, da parte aziendale, di un ricorso al Tar contro il Piano rumore approvato all’unanimità dal consiglio comunale, due anni fa, al tempo della seconda giunta guidata da Giovanni Agresti. L’eco della notizia si è diffusa solo dopo il voto, facendo nascere più di qualche dubbio alla gente: perchè la cava, che aveva assicurato con appositi comunicati il pieno rispetto delle norme, ha avuto bisogno di ricorrere contro il Piano rumore.

Oltre a questa iniziativa, che ha poi visto la giunta costituirsi parte opponente, si è registrata tutta una serie di prese di posizione da parte di cittadini esasperati, a loro dire, dall’inquinamento di vario genere provocato dall’attività estrattiva e da quella lavorativa: brillamento per lo scoppio di mine, polvere provocata dalla cascata di sabbia scavata e fatta scivolare giù dai vari terrazzamenti fino a raggiungre il piano caricamento autotreni, rumori, suono anche notturno delle sirene allertanti un pericolo, crescita esponenziale dell’impatto ambientale per via della distruzione di una montagna della dorsale Itri – Formia, con vista sul mare e le isole del golfo.

In tutta questa vicenda la nascita di un comitato ad hoc aveva portato il problema del fenomeno, battezzato “ecomostro”, all’attenzione di Legambiente Lazio, presente nel sud pontino proprio ai primi di luglio, con il suo presidente regionale, Lorenzo Parlati, per problemi attinenti l’inquinamento marino e l’abusivismo edilizio. E a Lorenzo Parlati sono stati presentati tutti i problemi attinenti le proteste sollevate tra la popolazione di diversi quartieri di Itri dal funzionamento della cava che, sorta fuori del perimetro urbano, sessanta anni fa, oggi si trova quasi circondata da costruzioni adibite a civile abitazione. Un comunicato stampa congiunto Comune – Cava ha suggellato l’incontro, mentre una presa di posizione ufficiale a sostegno dell’attività estrattiva è giunta da un imprenditore del settore dell’olivicoltura, Maurizio Maggiarra, più volte premiato per la qualità del suo olio, il quale ha la sua abitazione proprio dirimpetto alla cava.

Maggiarra, che in paese recita un ruolo politicamente anche trainante, per la sua dichiarata militanza nel PD, sottolinea che “il lavoro della cava deve andare avanti senza remora alcuna. Da parte mia – precisa Maggiarra – consiglierei i tecnici di fermarsi nello scavare verso la cima della montagna, ma di praticare un tunnel nel versante, che, dopo essere partito dalla parte attualmente già scavata e dopo aver attraversato il cuore della collina, vada a sfondare dalla parte opposta dove iniziare a “grattare” per estrarre il materiale che, attraverso il trasporto nella galleria appositamente creata, verrebbe ammucchiato nella parte dove adesso trova posto il prodotto estratto. Si ridurrebbe, a parer mio, – conclude Maggiarra – l’impatto ambientale che oggi comincia a essere alquanto marcato”.

Troverà applicazione, questa ipotesi, nelle scelte operative dell’azienda? Un tempo, quando la cava, a conduzione familiare, otteneva ugualmente buoni risultati, si “apriva” al confronto e ai suggerimenti della gente. Oggi la dirigenza è predisposta all’ascolto delle istanze popolari, magari filtrate e comunicate alla multinazionale da chi il popolo ha delegato a rappresentarlo? Oltretutto l’ultimo comunicato di Legambiente sul problema delle cave non concede sconti a chi, perseguendol profitto, pare ai più oltrepassare il rispetto delle norme.

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