GOLETTA VERDE CONSEGNA LA BANDIERA NERA ALL’AMMINISTRAZIONE DI VENTOTENE

Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che dal 1986 naviga nel mare italiano per monitorare lo stato di qualità delle acque e delle coste dei nostri litorali, oggi, prima di lasciare il Lazio e proseguire il suo tour alla volta della Campania, consegna la Bandiera Nera, il poco ambito riconoscimento attribuito da Goletta Verde per gli scempi e la cattiva gestione a danno di mare e coste, all’isola di Ventotene. Mai come in questo caso, la Bandiera Nera vuole essere un grido d’allarme per invertire un percorso di gestione che rischia di compromettere seriamente un territorio così bello ma così fragile. Area Marina protetta dal 1997, riserva statale, SIC, ZPS, patrimonio europeo, l’Isola dove è nata l’Europa unita, Ventotene purtroppo, in questi ultimi anni fa parlare di sé solo per il dissesto idrogeologico del suo territorio e per il cemento illegale che dilaga sulla costa.

“Alla splendida isola di Ventotene serve un riscatto che manca, – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – le criticità sono tante e preoccupanti, la bellezza va preservata con azioni concrete verso l’innovazione e la sostenibilità, sostenendo i percorsi che vanno in questa direzione. L’Area Marina Protetta è abbandonata, il territorio è oscuramente dilaniato dall’abusivismo edilizio, lontana la messa in sicurezza del 97% delle coste gravate dal dissesto idrogeologico dopo la tragedia di Cala Rossano. L’Amministrazione anziché attardarsi in inutili e assurdi progetti di tunnel per le automobili punti a valorizzare le esperienze innovative delle associazioni e dei giovani locali, che vogliono promuovere lo sviluppo di filiere di agricoltura biologica e pratiche di turismo sostenibile, vere chiavi di successo per il futuro dell’isola.”

“Legambiente e Goletta Verde hanno particolarmente a cuore le sorti della isola Pontina, da anni infatti, stiamo cercando di suggerire e proporre percorsi di sviluppo sostenibile” – dichiara Giorgio Zampetti, portavoce della Campagna. Era il 2006 quando la Goletta Verde promosse quasi a pieni voti l’isola, assegnando le 4 vele a Ventotene, proponendo al contempo azioni sulla tutela del territorio con regole ben precise per l’Area marina protetta, sull’implementazione dei servizi di depurazione e sulla diffusione di pratiche per la raccolta differenziata. Tre anni dopo, nel 2009, al passaggio di Goletta Verde, Ventotene confermava le sue eccellenze nella Guida Blu, ma evidenziava parimenti le solite ombre sulla gestione dei rifiuti, sulla protezione ambientale e sulla gestione del territorio a causa del gravissimo dissesto idrogeologico. “Ad oggi, Goletta Verde – conclude Giorgio Zampetti, portavoce della Campagna – deve purtroppo constatare che in sostanza non è successo quasi nulla di quanto sperato, ma moltissimo è accaduto nella direzione opposta e proprio per questo già l’anno scorso all’isola sono state assegnate solo 3 vele. La piaga dell’abusivismo ha dei numeri inquietanti che vedono 15 abusi accertati nel solo 2009, praticamente un abuso ogni 10,27 ettari, con zero ordinanze di demolizione emesse, nessuna acquisizione al patrimonio pubblico condotta, mai la parola alle ruspe.”

L’elenco delle illegalità per quanto concerne l’abusivismo edilizio è purtroppo lunga e annovera scempi edilizi e sequestri diretti dalla guardia di finanza. Ma il cemento arriva anche da scellerati progetti dell’Amministrazione, come quello di una strada di collegamento tra il porto nuovo e la zona del campo sportivo, con un mega tunnel di trecento metri per le automobili. Il Consiglio comunale del più piccolo Comune dell’Italia centrale, facilmente attraversabile a piedi, ha approvato il progetto per la “meraviglia” larga sei metri e mezzo da scavarsi nel cuore dell’isola. Non divieto di introdurre automobili, ma sperpero di soldi per opere faraoniche.

L’altro allarme che Goletta Verde lancia a difesa del territorio riguarda l’Isola di Santo Stefano, da tempo in pericolo, tra proposte di vendita e progetti alberghieri di svendita. Per diversi anni l’Isola di Santo Stefano compariva come “in vendita per 20 milioni di Euro”, con una trattativa sempre in mano ad una società tedesca. Tentativo sventato forse anche grazie all’appello lanciato da Legambiente al Presidente della Repubblica Napolitano nel Luglio 2006, raccolto dalla Presidenza della Repubblica, che sottopose la questione della dichiarazione dell’isola quale Monumento Storico Nazionale all’attenzione del Ministero per i beni e le attività culturali.

Le motivazioni di questa Bandiera Nera sono chiare e fin troppo esplicite dunque. Ventotene e i suoi abitanti meritano tutela e considerazione maggiori. Le politiche territoriali devono essere calibrate sulle contingenze ambientali e orientate a valorizzare il meraviglioso patrimonio naturale dell’Isola e le potenzialità espresse dalle giovani generazioni. Proprio da loro riparte la speranza per il riscatto e la rinascita dell’Isola. Goletta Verde punta su di loro e sui loro progetti. Sicuramente tornerà a visitare Ventotene, sperando che al posto della Bandiera Nera, possa consegnare alle amministrazioni locali un riconoscimento per aver saputo investire sul futuro con lungimiranza.

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