I CACCIATORI DELL’AZIENDA “FRA’ DIAVOLO” DI ITRI IN CAMPO CONTRO INCENDI BOSCHIVI, ABUSIVISMI EDILIZI E BRACCONAGGIO

Silverio Sinapi

“I cacciatori dell’azienda avifaunistica “Fra’ Diavolo” di Itri dismettono la doppietta e imbracciano gli idranti e le stringhe anticendio”. E’ il succo del discorso del presidente dell’azienda, Silverio Sinapi, alla festa annuale dei soci, tenutasi a Itri, presso la struttura “La valle del re”.

Alla presenza del sindaco, Giuseppe De Santis, del delegato comunale alla caccia, Francesco Fargiorgio, del consigliere provinciale, Claudio Cardogna, del collega Giancarlo Siddera, già sindaco di Sezze Romano, del responsabile della Polizia provinciale a Fondi, Carnevale, di altre figure dirigenti dell’ambiente venatorio pontino, oltre 150 soci hanno dato vita a una spensierata serata, nel corso della quale il presidente Sinapi ha dispensato riconoscimenti per la stagione venatoria trascorsa ma, soprattutto, ha indicato gli obiettivi che l’azienda si prefigge per l’immediato futuro.

Silverio Sinapi aziena faunistica Fra' Diavolo

“Siamo sempre più permeati dallo spirito del volontariato, specie nell’ambito della tutela ambientale e del territorio” ha affermato Sinapi. “I nostri soci hanno già effettuato giornate e giornate di pulizia nei boschi del vasto territorio di Itri che conta 11.000 ettari di estensione. Continueremo a farlo e, soprattutto, ci siamo già attivati per svolgere una rigorosa azione di prevenzione degli incendi boschivi, una piaga che ogni anno vede Itri capeggiare la biasimevole classifica dei comuni più colpiti dalla piromanìa. Mediante volontari dediti all’avvistamento di incendi, segnaleremo ai competenti operatori, le avvisaglie dei roghi e interverremo, quando il fenomeno sarà alla nostra portata, con i mezzi a nostra disposizione. Vogliamo essere gli educatori dei fruitori della natura e del territorio, denunciando anche i fenomeni di abusivismo edilizio e ribadiremo il nostro ruolo di praticanti di una disciplina di nobile estrazione, qual è la caccia, debellando il triste fenomeno dei bracconieri. Porteremo il cibo e l’acqua agli animali il cui habitat è nelle quote di maggiore altitudine per evitare che la famelica ricerca di cibo li spinga a invadere le zone urbane, distruggendo piantagioni, vigneti e altro, affacciandosi negli orti delle case o facendo irruzione in maniera comicamente rocambolesca sotto i tavolini di qualche bar, come già successo in località Lago Vetere. Abbiamo approntato, insomma – ha concluso Sinapi -, un programma che vede in cantiere una serie di iniziative capaci di far conferire ai soci della “Fra’ Diavolo” la patente del cacciatore gentiluomo, ambientalista di fatto, prima ancora che di slogan solo teorici”.

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