***video***SEQUESTRO DI PERSONA, USURA, ESTORSIONE E SPACCIO, QUATTRO ARRESTI NEL CLAN CIARELLI

Carmine Ciarelli

AGGIORNAMENTO – Nell’ambito di una più complessa attività investigativa volta a delineare responsabilità in ulteriori e gravi reati commessi da esponenti delle famiglie Ciarelli e Di Silvio a Latina,  personale di questa Squadra Mobile ha proceduto all’esecuzione dell’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa  dal Gip presso il Tribunale di Latina a carico di Carmine Ciarelli,  nato nel 1966, Pasquale Ciarelli, nato nel 1984, Ferdinando Ciarelli, nato nel 1982 e Monia Izzo, nata nel 1983, quest’ultima posta agli arresti domiciliari.

Le  misure restrittive della libertà personale sono state emesse sulla base di una informativa redatta in ordine ai reati di  spaccio di stupefacenti, estorsione, lesioni e  minacce gravi .

In particolare le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina,suffragate da riscontri chiari emersi anche da  attività tecniche, hanno consentito di accertare che gli  indagati, a seguito di un debito per una partita di droga non pagata, hanno estorto alle loro vittime considerevoli cifre di denaro, non esitando a richiedere somme a titolo estorsivo anche durante la loro detenzione, affidando le richieste a persone di loro fiducia.

Pasquale Ciarelli

Ferdinando Ciarelli

Monia Izzo

Si è accertato che Carmine Ciarelli alcuni anni fa, dopo aver venduto 2 chili di cocaina a un noto spacciatore locale, al fine di recuperare le somme dovutegli per le cessione dello stupefacente, ha iniziato a minacciare e malmenare i familiari del suo debitore, nel frattempo tratto in arresto e quindi non in grado di ripianare l’illecito debito.

Tali vessazioni sono andate avanti fino al poche settimane fa allorquando, a seguito delle indagini svolte dalla Squadra Mobile di Latina, si riuscivano ad ottenere importanti riscontri circa le illecite attività poste in essere dagli arrestati.

Inoltre si accertava che anche i figli di Carmine Ciarelli si erano adoperati per estorcere denaro alle vittime, in alcuni casi costringendo alcune di esse ad intestarsi fittiziamente autovetture al fine di evitare i controlli, anche patrimoniali, delle forze dell’ordine.

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