DISAVVENTURA DI UN VENTOTENESE, LETTERA ALLA COMPAGNIA NAVALE

Lettera alla compagnia navale Laziomar da parte di un ventotenese che riceviamo e pubblichiamo come da richiesta.

“Mi chiamo Roberto Buono, sono un residente di Ventotene e nella  mattina del 14 giugno scorso mi è capitato un increscioso e paradossale episodio. Devo ammettere che non  viaggio frequentemente. Mi sono però recato a Ventotene sia per le votazioni ultime (referendum) sia che per esigenze di carattere personale e familiare.

Per non dilungarmi troppo passo a ciò che mi è accaduto. Dopo aver acquistato il biglietto mi sono recato a bordo dell’aliscafo delle 6.45 diretto a Formia e, all’atto della partenza, un tale con magliettina bianca seduto sul seggiolino posto in corrispondenza dell’ingresso sito a metà aliscafo, mentre scambiava quattro chiacchiere con un’altra persona “passeggero” (costui è un Agente della Guardia di Finanza della Stazione di Ventotene in servizio per il trasporto delle schede elettorali scrutinate unitamente a un altro collega seduto dietro di lui), mi chiede il biglietto. Glielo porgo, mi restituisce la copia per il passeggero e nel contempo continua la sua chiacchierata.

Dopo qulche minuto, con l’apparecchio cellulare in mano in fase di conversazione, mi riferisce che la biglietteria l’ha contattato per accertarsi della veridicità della mia residenza, cosa falsa perchè Ugo V. mi conosce molto bene.

Quindi, dopo aver inscenato questa telefonata mi chiede di favorirgli un documento che accerti la mia residenza, richiesta che io non approvo affermando che già a chi di dovere ho mostrato il titolo necessario al biglietto scontato.
Mi pronuncio riferendomi all’addetto apostofandolo “tale” perchè come lui non conosce me, e questo è lecito e ci può stare, anch’io non riconosco un individuo che senza un effige della compagnia e/o giubottino di riconoscimento quale addetto al passeggero, o altre mansioni di bordo, mi si propone, dichiarando in maniera non deontologica (si esprime in dialetto napoletano), di essere nei suoi compiti istituzionali e di essere investito della carica di Polizia amministrativa.

Tutto questo accade nel corso della telefonata tra lui e il bigliettaio che, viste le mie riluttanze a fornigli i documenti, mi passa l’apparecchio e questi con tono seccato mi dice: “Robè!!! Porta pazienza, fagli cortesemente vedere il documento perchè a prima mattina questo mi ha già creato troppi problemi”.

Nell’ esprimere un ringraziamento per aver letto la presente chiedo di poter avere delucidazioni su quanto di competenza al personale. Se è o no nelle funzioni di polizia amministrativa e con la speranza che simili atteggiamenti da parte di qualcuno che Vi rappresenta siano solo dettati da un fattore isolato perchè sappiamo bene che l’acqua del mare per via della salsedine corrode, ma non credevo arrivasse a corrodere la testa delle persone che lavorano in mezzo al mare.

Aggiungo tra l’altro che i controlli così ferrei sono solo per qualcuno e non per tutti (i ragazzi devono stare tranquilli, quindi esponenti delle “forze di potere” che si portano al loro cospetto per far risparmiare questo o quest’altro familiare/amico vengono licenziati con un “nun t’ proccupà mah’ vec’io! ”  lasciando campo aperto alla salita di chicchesia”.

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