***video***TRAGEDIA DI VENTOTENE, BRUNO PANUCCIO A UNO MATTINA: “E’ STATA UNA FARSA”

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*Bruno Panuccio*

I dietro le quinte sono solitamente molto diversi da quanto accade in diretta e il caso di Uno Mattina sembra non essere diverso da altri. In questo caso, però, a raccontare come si siano svolti i fatti è proprio uno dei protagoinisti. Bruno Panuccio, infatti, padre di Sara, una delle due ragazze morte a Ventotene nell’aprile del 2010 a causa del crollo di una falesia sulla spiaggia di Cala Rossano, ieri mattina era ospite della popolare trasmissione Rai, insieme al sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, per ricostruire, ancora una volta, quanto accade in quella tragica mattina. Se per Bruno “Quella tragedia poteva essere evitata”, e per il sindaco, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, insieme ad altre tre persone, per duplice omicidio colposo e lesioni “era laspiaggia più sicura dell’isola”, quello che lascia fortemente perplessi è la gestione della trasmissione così come la racconta lo stesso Bruno Panuccio.

“Poche ore fa sono stato ospite su Rai 1 alla trasmissione Uno Mattina. Non ho ancora rivisto il servizio riguardante la mia partecipazione , indipendentemente da come sia andato, da quale messaggio io sia riuscito a trasmettere , sono nero nell’ animo per quanto avvenuto all’ interno degli studi televisivi.

*I carabinieri sul luogo della tragedia a Cala Rossano*

In questa mia nota non parlerò né di Ventotene, né delle risposte del sindaco Giuseppe Assenso ma del comportamento della trasmissione. Io sono stato contattato due giorni fa da Ezio Tamilia, redattore di Uno Mattina, per invitarmi a fronte della richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo di quattro persone per la morte di Sara e Francesca.

Ho deciso di accettare con l’unica richiesta di una sola domanda sul lato emotivo (so bene che qualcosa bisogna concedere) a patto che il resto del mio intervento fosse rivolto al mio parere su cause e responsabilitò sull’ accaduto .

Giunto di buon mattino presso gli studi di Saxa Rubra sono stato accolto cordialmente dal Tamilia il quale, senza alcuna mia richiesta, mi ha elencato la scaletta delle domande che sarebbero state rivolte sia a me, sia al sindaco di Ventotene, come anche al giornalista del quotidiano Terra .

Ho chiesto e concordato i tempi di risposta, così da programmare tempi,  modi ed affermazioni da rilasciare.

Devo far presente che l’ invito in trasmissione del sindaco Assenso è avvenuto su mia richiesta. Ciò perchè ritenevo corretto il suo diritto di replica alle mie affermazioni e per far sì che non si ascoltasse solo la voce del padre di una ragazza morta. Un civile confronto di opinioni delle quali ognuno si sarebbe ritenuto responsabile .

Questo è stato il mio errore.

Presumendo le risposte alle domande a lui rivolte avevo programmato di elencare dati ed opinioni dopo che lui avesse giustamente parlato.

Questo diritto mi è stato assicurato da Tamilia come dalla mia intervistatrice con la quale ho scambiato poche battute prima di andare in onda. In virtù di ciò non ho, durante il mio intervento, espresso certi concetti ed elencato dati sicuro di poterlo fare in un secondo momento. Dopo le domande che mi sono state rivolte, si è passata giustamente la parola al sindaco che ha espresso la sua opinione.

Nel mentre ciò avveniva io e l’intervistatrice siamo stati invitati da un funzionario ad alzarci in quanto ostacolavamo il passaggio di cavi e telecamere pronte a riprendere l’ intervento del giornalista di Terra che era situato in un altro punto dello studio. Sono state tolte le sedie e sia io che lei siamo rimasti sorpresi di ciò…

Sara PANUCCIO

E’ per questo che da quel momento in poi non mi si è più visto, neanche per i dovuti saluti, come da educazione impartitami dai miei genitori. A quel punto ho protestato civilmente ricordando che io non avevo finito e che così facendo non mi era concesso di esprimere ciò che era più importante. Tamilia e l’intervistatrice non sapevano più che pesci prendere. Il caos all’ interno dello studio con loro che si prodigavano invano per farmi rientrare in trasmissione, io che ad alta voce ma civilmente denunciavo la scorrettezza di tale comportamento.

Dall’altra parte il giornalista di Terra che doveva andare in onda  a secondi e che mi guardava allibito. Ero quasi sul punto di slacciarmi e gettare in terra il  microfono. Stavo per uscire dagli studi e sinceramente il nervoso mi ha anche distolto dall’ascoltare la fine dell’intervento del sindaco.

Francesca Colonnello

So che è stato nel frattempo posto un cartellone in direzione del giornalista/conduttore Greco per chiedergli se io potessi replicare ma lui ha posto il diniego con un cenno della testa, non so se per decisione sua o della regia.

A quel punto è stato, e lo ringrazio di questo, il giornalista di Terra  a metterci una pezza, per quanto possibile, contrattaccando e cercando di parlare in mia vece, rinunciando in parte a ciò che inizialmente era intenzionato ad esprimere.

Una farsa! Dopo sono arrivate le scuse, si sono nascosti dietro il fraintendimento, con Tamilia apparentemente infuriato con i suoi stessi colleghi.

Cercavano invano di consolarmi dicendo che il mio messaggio era stato forte e chiaro e che tutti sposavano in pieno ed erano solidali con il mio pensiero riguardo la tragedia.

A saperlo prima non ci sarei andato, o perlomeno non avrei chiesto che potesse partecipare qualcuno dell’amministrazione di Ventotene, così  da aver più spazio possibile per elencare le mie ragioni.

Ho constatato un pressapochismo madornale, un cambiare le cose in corsa che a ripensarci ha del ridicolo. Ci fosse stata una telecamera altro che Blob!

Questa nota è dovuta, anche a mia difesa, perchè non si creda che io mi sia rincoglionito all’ improvviso e non sia più capace di esprimere opinioni. Stavolta questo diritto mi è stato negato in gran parte, o perlomeno su quelle che erano a mio parere, le cose più importanti da esprimere”.

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