L’ASCOM BACCHETTA L’AMMINISTRAZIONE FORMIANA SULLO SVOLGIMENTO DELLE FESTE PATRONALI

Il presidente Ascom Gianni Gargano

Il presidente dell’Ascom di Formia Gianni Gargano prende carta e penna e scrive al Sindaco e all’Assessore al ramo in merito alle modalità di svolgimento delle feste patronali. Riceviamo e pubblichiamo:

“Caro Sindaco, egregio Assessore,

abbiamo letto nei giorni scorsi gli articoli in merito alla Festa di S. Erasmo ed alla necessità di un ripensamento del suo attuale svolgimento, che  impegna il centro di Formia nella sua globalità.

Abbiamo accolto con soddisfazione tali argomentazioni essendoci fatti noi stessi promotori nei mesi scorsi, congiuntamente all’ARAF, di una iniziativa verso i Parroci ed i Comitati dei festeggiamenti di S. Erasmo e di S. Giovanni, affinché si adoperassero per limitare il posizionamento degli operatori commerciali su aree pubbliche, la collocazione delle giostre, e spingessero le autorità competenti affinché le attività commerciali della nostra città non subissero l’assalto di venditori abusivi di ogni genere e di ogni tipologia.

Ma questo tentativo è stato vano. Nonostante la buona volontà anche quest’anno abbiamo dovuto registrare la collocazione di venditori di bibite e panini in spazi mai destinati alla vendita; abusivi in ogni angolo del centro; cittadini e commercianti arrabbiati per il caos che si è creato.

Dunque occorre correre ai ripari e correggere prima possibile questa situazione, per il bene di tutti.

Formia, infatti non può subire l’assalto di soggetti privi di ogni autorizzazione in occasioni di Festività Religiose così sentite dalla nostra comunità.

Se Sant’Erasmo si festeggia nel quartiere di Castellone si svolgano lì le attrazioni spettacolari e lì si tenga la Fiera, definendo un plateatico adeguato e specificando numeri di autorizzazioni rilasciabili compatibili con gli spazi disponibili.

Analogamente S. Giovanni si tenga in ambito del quartiere Mola e si escludano altre collocazioni.

Le giostre al porto non diventino un altro motivo per collocare banchi di vendita di ogni genere.

Così si agisce in accordo con gli operatori commerciali e degli operatori turistici della città.

Feste così organizzate non fanno ben all’immagine della nostra città, e nei turisti che giungono a Formia in quei giorni  non può rimanere un ricordo positivo. Anzi temiamo che difficilmente Formia sarà la meta futura delle loro vacanze.

Una festa Patronale non può essere uno squallido mercato di merci di scarso valore, di dubbio gusto e senza alcun rispetto delle più elementari norme igieniche , in mano a commercianti autorizzati e non, che nulla hanno a che vedere con la nostra  antica e rinomata tradizione commerciale.

Le feste Patronali così come si svolgono oggi mortificano proprio il lavoro dei tanti commercianti Formiani  che ogni giorno portano avanti con fatica e mille problemi le loro aziende aziende che nel mese di giugno, per i motivi di cui sopra, perdono dai cinque ai sei giorni di lavoro.

Ci piacerebbe che le Feste patronali, come accade in altri paesi anche a noi vicini, diventassero, visto il gran numero di visitatori, una vetrina della città della sua storia, della sua cucina, delle sue produzioni tipiche, del suo artigianato, delle sue bellezze naturali, della sua cultura  ecc. con spettacoli di livello che possano attrarre pubblico e turismo qualificato.

Certi che le nostre proposte saranno valutate con la dovuta attenzione si resta in attesa di riscontro”

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