RISCHIA DI SPARIRE L’OTTOCENTESCO LUNGOMARE DI VINDICIO A FORMIA

Il caratteristico parapetto del lungomare borbonico di Vindicio

A Formia sono in avanzata fase di realizzazione i lavori per il prolungamento del nuovo lungomare della spiaggia di Vindicio, tra il bivio  per la variante Appia e il torrente Pontone in direzione di Gaeta, a ricongiungimento con la medesima variante.

La strada, dalla salita di via Olivella che incrocia la via Appia antica, insiste sul tracciato di quella realizzata dal censore Lucio Valerio Flacco nel 184 a.C.. Recenti scavi di indagine preventiva, condotti dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio, hanno portato alla luce le sostruzioni in conglomerato della carreggiata, nonché presso la foce del torrente Pontone, le fondazioni di un complesso edificio decorato che prospettava sul mare.

La strada venne allargata nella metà dell’Ottocento da Ferdinando II di Borbone, allorché acquisita la Villa Caposele (oggi Rubino) per sua residenza di piacere la fece collegare prolungando la strada da via Olivella per il tramite del porticciolo romano dal medesimo ripristinato. In questa occasione vennero costruiti nuovi muri di contenimento a scarpa verso il mare, rivestiti di blocchetti di calcare a formare i parapetti e smussati in sommità per formare una copertura di protezione a sezione semicircolare in cocciopesto. Questa struttura è ancora visibile nel porticciolo e appunto nel tratto dove ora procedono i lavori di ampliamento per la creazione di un largo marciapiede. Dunque ora si teme la demolizione del laborioso e caratteristico muretto che è pur alterato in diversi tratti, ma in altri si presenta in tutta la sua interezza.

Parte del parapetto al limite del cantiere di ampliamento del marciapiede

Sebbene risalga a poco più di 150 anni fa, si tratta di un documento storico delle opere compiute negli anni immediatamente antecedenti la caduta di quella monarchia, che proprio a Gaeta ebbe epilogo e che anzi venne sancita proprio nella Villa Caposele che era stata occupata come quartier generale di Cialdini, comandante in capo dalle truppe d’assedio, dove il 13 febbraio 1861 venne raggiunto l’accordo della capitolazione della piazzaforte.

Il valore di riferimento sul territorio di quell’epoca non può essere cancellato proprio nell’anno della celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e se ne vanno recuperando e valorizzando i cimeli in tutta Italia. Fermo restando che quelle strutture rientrano comunque nella normativa di tutela, sarebbe opportuno che il Comune di Formia facesse propria la causa salvaguardando almeno i tratti significativi sia pur inseriti in un nuovo contesto di utilità e godimento della costa.

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