“IL MIO INFERMIERE E’ MORTO DI FAME”, VIGNETTA SHOCK DEI PRECARI DELLA CROCE ROSSA PONTINA

Una proroga di un mese. E’ quanto il Comitato Regionale Croce Rossa Italiana Lazio, su indicazione del Commissario Regionale Cri, è riuscito a garanttiere ai lavoratori della Croce Rossa che svolgono servizio in convenzione con l’Ares 118 della Regione e il cui “contratto”, in realtà una sorta di scrittura privata di contestato valore legale in quanto, secondo i precarizzati, non conforme ad alcuna normativa in materia di legislazione sul lavoro , era scaduto il 31 maggio. Un servizio fondamentale per la salute dei cittadini garantito per un mese. E poi si vedrà. Una situazione che va avanti da anni senza trovare una soluzione che non sia la precarietà a tempo indefinito. Senza certezze… E senza diritto di parola.

L’11 novembre scorso, infatti, appena tre settimane prima un’annunciata inchiesta di Report, Croce Rossa ha approvato, per ordinanza commissariale, un “codice etico” che dev’essere sottoscritto da tutti coloro che entrano a far parte della struttura e che, anche i precari, sono tenuti a rispettare.

All’articolo 15 del codice, si leggono alcuni commi: k. E’ vietato all’appartenente alla C.R.I. il rilascio di interviste a soggetti terzi […]; l. La disponibilità e la trasparenza dell’amministrazione pubblica non esentano l’appartenente alla C.R.I. dal dovere di discrezione e riservatezza. L’appartenente alla CRI non può comunicare, in qualunque forma, ad una persona non qualificata, documenti o informazioni delle quali viene a conoscenza in occasione delle sue funzioni e non potrà renderli pubblici. […] ogni mancanza sarà suscettibile di misure disciplinari e – ricorrendone le circostanze – di denuncia penale; m. Nel quadro delle proprie funzioni, l’appartenente alla CRI è tenuto a informare per vie interne ogni irregolarità che avrà constatato. E’ peraltro fondamentale astenersi dal rilasciare le dichiarazioni eventualmente diffamatorie rivolte all’associazione, privilegiando quindi le vie gerarchiche interne per ogni tipologia di segnalazione e commenti faziosi o di denuncia. […]

La vignetta – manifesto che vi proponiamo è la risposta di alcuni lavoratori precari pontini che prestano servizio sulle postazioni mobili/ambulanze della Croce Rossa. Il disavanzo di cassa, ultimo saldo di cassa di Croce rossa ha raggiunto un ammontare negativo di 50.566.989,21 euro. Secondo la trasmissione televisiva Report è di 160 milioni di euro il costo annuo ai contribuenti;  la pubblicazione dell’ultimo bilancio visionato dalla Corte dei Conti risalirebbe al 2004. L’ente è commissariato dal 1° luglio 2010 ed è sotto il controllo di quattro ministeri.

Francesco Rocca

Attualmente il Commissario Nazionale di Croce Rossa Italiana è Francesco Rocca. Nominato il 30 ottobre 2008, resterà in carica fino al 31 dicembre 2011 (il suo incarico è stato prorogato ben due volte). Ha voluto al suo fianco, fra gli altri, Paolo Pizzonia , ex membro dei Nar – Nuclei armati rivoluzionari (ne parlò l’Espresso, in una breve inchiesta del 23 marzo 2010): Pizzonia ha fatto sei anni di galera per banda armata, incendio in concorso, lesione personale, porto illegale di armi. Rispondendo all’inchiesta, Rocca disse: “Certo che sì, non è il primo caso, a destra come a sinistra. Paolo Pizzonia (dipendente pubblico assunto in altra amministrazione per concorso) ha pagato il suo debito con la giustizia, non ha carichi pendenti ed ha la fedina penale pulita. Oggi è una persona completamente inserita nel tessuto sociale e il suo è un contributo prezioso”. Probabilmente anche regolarmente pagato.

***ARTICOLO CORRELATO*** (L’Asl proroga di sei mesi i contratti ai precari, la Croce Rossa di un mese – 31 maggio -)

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