RAPINA, LESIONI E ARMI, ESEGUITE TRA FONDI E LENOLA TRE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE

All’alba di stamani, il personale del Commissariato di Fondi, coadiuvato da personale della Squadra Mobile di Latina, ha tratto in arresto il 29enne Nico Carroccia residente a Lenola in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere;  il 30enne Tonino Paolozzi residente a Fondi in esecuzione ordinanza di custodia cautelare in carcere; la 20enne Linda Moschitti residente a Lenola sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

Carroccia e Paolozzi sono stati ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso, lesioni aggravate, uso delle armi; Paolozzi inoltre, di simulazione di reato perché denunciava falsamente il furto della propria auto. La Moschitti del reato previsto e punito per le false dichiarazioni fornite in sede di indagini difensive.

Il 26 marzo alle 19.09  a Fondi in via Marco Polo veniva consumata rapina ai danni di un noto commerciante fondano, ad opera di almeno tre soggetti, due dei quali, armati di una mitraglietta e di una pistola, affrontavano la vittima mentre un terzo soggetto attendeva in auto pronto per la fuga. Le persone entrambe armate di pistola si facevano consegnare una borsa custodita nel portabagagli contenente banconote e assegni per un valore complessivo di 22.300 euro. Nella concitazione dei fatti la parte offesa veniva colpita al volto con il calcio della pistola tanto che, successivamente,  doveva far ricorso alle cure dei sanitari presentando una evidente ferita lacero contusa. I rapinatori, che si allontanavano dal luogo dell’evento a bordo di autovettura, venivano inseguiti da un cittadino postosi alla guida della propria auto il quale però desisteva poco dopo. Il teste riusciva a fornire solo il modello e orientativamente il colore dell’auto utilizzata dai rapinatori per la fuga

Massimo MAZIO, Dirigente del Commissariato di Fondi

Considerato che il rapinato dopo la formalizzazione della denuncia, a seguito di visione delle foto dei pregiudicati locali, riconosceva senza ombra di dubbio tra i rapinatori il Nico Carroccia, il Commissariato provvedeva al suo rintraccio ponendo in essere un fermo di indiziato di delitto a carico dello stesso (il fermo poi non fu convalidato poiché il Gip non ritenne al momento probante la sola individuazione fotografica e ritenendo di vagliare le dichiarazioni della compagna del fermato).

Alle 19.30 dello stesso giorno Tonino Paolozzi denunciava, presso il Commissariato di Fondi, il furto del proprio veicolo Nissan Micra, di colore grigio,  evento che per le modalità riferite lasciavano emergere da subito molte perplessità. Ascoltato in ufficio in relazione alla denuncia di furto, indicava a sua discolpa, una serie di circostanze che poi sistematicamente non trovavano conferme. Dando per scontato che il testimone avesse preso il numero di targa dell’auto, i rapinatori avevano deciso di abbandonarla in una zona di campagna a poca distanza (circa un chilometro) dal  Commissariato di Pubblica Sicurezza e il Pallozzi, dopo appena 20 minuti dall’evento criminoso, si recava in questi Uffici a denunciare il “fantasioso” furto.

Gli agenti, raccolti sufficienti elementi di reità nei confronti di Nico Carroccia e di Tonino Pallozziche in concorso con altre persone al momento ignote, secondo le indafini si sono resi responsabili del reato di rapina in danno del commerciante  nonché degli altri reati ipotizzati e a loro ascritti relativamente alla legge sulle armi.

Rilevanti e decisivi elementi di prova sono stati acquisiti, inoltre, dall’analisi del traffico telefonico e relativi tabulati a dimostrazione che quanto affermato dai due indagati era falso e privo di fondamento.

Inoltre, quanto si è evidenziato dall’analisi dei tabulati fa risaltare con evidente chiarezza la pretestuosità del racconto di Tonino Paolozzi, mettendo in luce che quanto raccontato dallo stesso in sede di denuncia di furto della propria autovettura nonchè nel corso delle dichiarazioni successivamente rese non corrisponde al vero. Tali dati oggettivi, in relazione agli elementi raccolti, conducono alla logica conclusione che Tonino Paolozzi abbia voluto crearsi un alibi al fine di eludere le indagini a suo carico. Quanto sopra è stato ulteriormente corroborato dalla conferma del tracciamento dei cellulari in uso agli indagati.

L’attività di analisi dei tabulati nonché la puntuale ricostruzione dei movimenti dei due ha permesso pertanto di acquisire rilevanti e decisivi  elementi di prova a carico di Nico Carroccia e Tonino Paolozzi, in ordine alla loro compresenza sul locus commissi delicti nonché nelle fasi propedeutiche alla rapina stessa.

La disamina del traffico delle schede ha inoltre permesso di accertare che sia l’utenza in uso a Nico Carroccia che quella in uso a Tonino Paolozzi il giorno antecedente alla rapina hanno agganciato nella mattinata le celle presenti nella zona del comune di Anzio e quelle limitrofe e, da ciò si può desumere che i due indagati abbiano preventivamente effettuato un  sopralluogo dei luoghi ove la parte lesa  presta la propria attività lavorativa, per poi commettere la rapina.

Quanto sopra descritto è stato riferito con varie informative di reato all’autorità giudiziaria procedente e il pubblico ministero Monsurrò, sulla base delle risultanze investigative, ha richiesto al Gip del Tribunale di Latina  l’emissione delle misure in argomento, a firma del giudice Nicola Iansiti.

A carico dei due arrestati, sono in corso ulteriori accertamenti in relazione al ritrovamento delle due pistole avvenuto circa due mesi addietro in località Lenola nei pressi dell’abitazione di Nico Carroccia.

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