IL SINDACO DI FONDI INCONTRA I DIPENDENTI DEL CAMPING SANT’ANASTASIA

Il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo ha incontrato questa mattina, presso la Casa comunale, i lavoratori del Camping Sant’Anastasia.
La riunione, svoltasi in un clima molto teso, si è svolta a seguito del rigetto da parte del Tribunale del Riesame della richiesta di dissequestro e riapertura della struttura.
I lavoratori hanno rappresentato al Sindaco l’estrema sfiducia e la frustrazione accumulata nelle ultime settimane poiché non riescono a spiegarsi le ragioni che impediscono una riapertura sia pur temporanea della struttura, tale da consentire loro di poter riprendere il lavoro. Molti di essi, infatti, rappresentano l’unica fonte di sostentamento per le proprie famiglie e con il trascorrere del tempo vedono diminuire drammaticamente le possibilità di acquisto di generi alimentari, nonché il pagamento delle rate di affitto dell’abitazione e dei mutui contratti.
Alcuni tra i dipendenti, al culmine dell’esasperazione, hanno preannunciato anche gesti eclatanti a fronte del disinteresse percepito per la loro situazione.
La delegazione ha chiesto al Sindaco di rappresentare il loro dramma a tutte le Istituzioni del territorio, nonché al Prefetto, nella speranza che ciò possa contribuire ad una presa di coscienza di tale incresciosa problematica.
Il Sindaco De Meo, nel riscontrare l’estremo disagio sociale dei lavoratori attualmente disoccupati, ha cercato di rassicurarli rinnovando la sua totale solidarietà e dell’intera Amministrazione comunale ed ha confermato, nei limiti delle proprie possibilità e nel rispetto delle leggi, la sua azione di sensibilizzazione in merito alla preoccupante e difficile situazione che li vede coinvolti e che da troppo tempo si sta protraendo.
«Sono molto preoccupato – dichiara il Sindaco – poiché comprendo perfettamente le ragioni della loro indignazione e credo che se non si troverà una soluzione in tempi rapidi il clima si farà sempre più acceso e potrebbe generare fenomeni preoccupanti a livello di sicurezza e ordine pubblico, oltre che azioni individuali istintive e drammatiche che non voglio neppure immaginare».

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