CENTRALE DEL GARIGLIANO, GLI INTERVENTI E IL FUTURO DEI RIFIUTI

I rifiuti di media e bassa intensità attività stoccati alla centrale nucleare del Garigliano resteranno a Sessa Aurunca fino all’apertura del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi. Per quanto riguarda le buche, oggi coperte con strutture di contenimento, cosiddette trincee dove sono interrati indumenti e altro materiale, si procederà subito alla bonifica.Infine, verrà smantellato il camino sostituito con uno più piccolo. E’ quanto sarebbe emerso al termine del sopralluogo all’ex centrale nucleare del Garigliano effettuato dal presidente della commissione bonifiche della Regione Campania, Antonio Amato, accompagnato dal direttore di Legambiente Campania Raffaele Del Giudice, e dalla responsabile del circolo di Legambiente a Sessa Aurunca, Giulia Casella.

Nell’incontro si è discusso anche del grado di radioattività della Piana del Garigliano. I tecnici della Sogin hanno rassicurato affermando che i livelli di radioattività non avrebbero prodotto alcuno sforamento. La Sogin ha, infine, ribadito che nei depositi temporanei saranno stoccati esclusivamente i rifiuti della centrale e non saranno portati rifiuti nucleari provenienti dall’esterno.

Secondo una prima valutazione, per la demolizione e riqualificazione dell’area della centrale del Garigliano sarebbero necessari 450 milioni di euro considerato anche che la la quantità di rifiuti nucleare presenti sul sito è quantificata tra i 6 mila ed i 7 metri cubi, 80mila metri cubi la quantità nazionale.

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