SAVINA CAYLYN, PAURA A BORDO: “IERI NOTTE HANNO COMINCIATO A SPARARE”

“Ieri notte hanno cominciato a sparare. Si sono avvicendate le squadre di pirati che ci controllano e questi nuovi sembrano parecchio insofferenti… Hanno il grilletto facile. Inoltre le scorte di carburante stanno scarseggiando: tra pochi giorni, se non arrivano rifornimenti, saremo costretti a fermare le macchine”. E’ un pezzo della conversazione, riportata da LiberoReporter.it, intercorsa nei giorni scorsi, quando è stato possibile effettuare telefonate, tra uno dei marinai sequestrati sulla Savina Caylyn, e il proprio figlio. Prigioniero a bordo della nave della Fratelli D’Amato di Napoli, abbordata l’otto febbraio del 2011, a 670 miglia circa a est delle coste dell’isola yemenita di Socotra, c’è ancora il direttore di macchine, anche lui gaetano come Luigi Chiavistelli appena liberato, il 62enne Antonio Verrecchia. “I pirati si stanno scaldando, non essendoci stato alcun contatto da parte del governo e per il tergiversare sulla richiesta del quantum per il rilascio di imbarcazione e uomini, da parte dell’armatore”. E’ un’altra delle conversazioni riportate da LiberoReporter.it a testimonianza di una situazione di profonda difficoltà da parte dell’equipaggio, forse di timore per la propria vita. Tutto, come appare chiaro, gira intorno a una mera questione di denaro.

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