“SE NON HA I SOLDI, PUO’ ANCHE ANDARSENE”

Il Rettorato dell'Università di Cassino

“Se non ha i soldi può anche andarsene”. E’ la desolante risposta che si è sentita dare uno studente lavoratore formiano iscritto alla facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Cassino dalla segreteria di facoltà. La storia risale a qualche mese fa. Allo studente, iscritto fuori corso residente in un’abitazione diversa dal nucleo famigliare, era arrivata una tassa da pagare da 707 euro. Immediatamente la telefonata alla segreteria per ottenere spiegazioni: “Mi è stato detto che anche se io non faccio più parte dello stato di famiglia e guadagno un reddito inferiore a 5000 euro al mese avrei dovuto pagare il massimo: perchè sono iscritto fuori corso; perchè non ho raggiunto i crediti che l’università chiede in un anno. Tra una discussione e l’altra, al telefono la segreteria mi dice: “Se lei non ha i soldi può anche andarsene” “. E al danno la beffa. “In quell’occasione ho anche chiesto se avrei dovuto presentare l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) per l’anno successivo, ma mi è stato risposto che essendo fuori corso non era necessario in quanto sarebbero risaliti al reddito di mio padre e avrei comunque pagato il massimo”. Venerdì scorso a casa dello studente è arrivata regolarmente una lettera dell’Università di Cassino, datata 1° aprile (se ventitre giorni da Cassino a Formia vi sembrano pochi a proposito del problema del recapito posta), per il pagamento, entro il 2 maggio, della seconda rata universitaria di 707 euro. Nuova telefonata dello studente alla segreteria dell’università e questa volta la risposta è: “Avrebbe potuto pagare di meno se avesse presentato l’Isee entro il 31 dicembre”.

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