Pestaggio a Rialto: la polizia denuncia tre persone tra cui Angelo Bardellino

Pestaggio a Rialto: la polizia denuncia tre persone tra cui Angelo Bardellino

Angelo Bardellino

Il 39enne Angelo Bardellino, nipote del capo storico della criminalità organizzata casertana degli anni ottanta Antonio e il 18 marzo condannato in primo grado per estorsione a 7 anni e 5 mesi nell’ambito del processo denominato Formia Connection, il 32enne Ivan Tamburrini e un 39enne, C.P., sono stati denunciati dagli agenti del commissariato di Polizia di Formia per lesioni e minacce gravi in merito a un grave episodio, nato da una banale lite per questioni di viabilità, sfociato in un pestaggio verificatosi a Formia, zona Rialto, il 30 marzo scorso.

Nella giornata di oggi gli uomini del Commissariato di pubblica sicurezza di Formia diretti dal vice questore aggiunto Paolo Di Francia, hanno consegnato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina una dettagliata informativa della vicenda. Il fatto avveniva il 30 marzo quando una volante del commissariato apprendeva da alcuni passanti che in via G. Paone, angolo via Olivetani, vi era stata un’aggressione. Sul posto il personale identificava la vittima, un 39enne brigadiere della Guardia di Finanza, la quale riferiva che poco prima per questioni di viabilità era stato malmenato da due persone. In particolare evidenziava che mentre stava discutendo animatamente con uno dei due, Angelo Bardellino, l’altro, Ivan Tamburrini, lo colpiva da tergo sulla testa con un oggetto contundente. Una volta a terra riceveva ulteriori percosse da entrambi gli aggressori, che poi fuggivano a bordo di una Smart. Per le lesioni subite sulla parte posteriore del capo, l’uomo veniva ricoverato in osservazione per 24 ore presso il locale ospedale civile “Dono Svizzero” dal quale veniva dimesso il giorno successivo con prognosi di venti giorni.

I primi accertamenti degli agenti si sono basati sulle dichiarazioni rese dalla vittima dell’aggressione nonchè dalla relazione resa da un carabiniere che si trovava di passaggio a fatti accaduti e che permettevano di orientare l’attività di riscontro. Le indagini esperite nell’immediatezza, però, sembravano cozzare contro un muro di omertà che impediva di individuare testimoni in grado di ricostruire l’intera vicenda che aveva una chiara connotazione violenta per quanto giustificata da futili motivazioni. L’attività di indagine operata incessantemente dagli uomini del Commissariato di Polizia unitamente ai colleghi dell’Arma dei Carabinieri di Formia permettevano di spezzare tale cortina di silenzio. Infatti, partendo dal numero parziale della targa, fornita da alcuni testimoni, presso gli uffici del Commissariato di via Spaventola si poteva risalire alla presumibile targa dell’autovettura e quindi al suo proprietario, che veniva immediatamente ascoltato e che indicava chi era in possesso della Smart in occasione del triste accaduto. Contemporaneamente si sono fatti avanti ulteriori persone che, superato il naturale primo sbigottimento per la violenza dell’episodio, hanno permesso di ricostruire la vicenda .

Una volta invitato per l’elezione di domicilio, l’autore dell’aggressione, Ivan Tamburrini, ha inteso a sua volta querelare l’altra parte per le asserite lesioni subite nel corso della vicenda, presentando pertanto un referto medico datato 2 aprile 2011 dell’ospedale di Gaeta.

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