CONTRO IL NUCLEARE NATO IL COMITATO REFERENDARIO AURUNCO GARIGLIANO

Centrale nucleare del Garigliano

E’ nato il “Comitato referendario Aurunco “Garigliano”. L’ufficializzazione è avvenuta questa mattina presso la sede di Legambiente di Sessa Aurunca in piazza XX Settembre. Una campagna di sensibilizzazione per l’acqua pubblica e per l’energia nucleare in vista del referendum del 12 e 13 giugno. “Mentre il mondo assiste alla catastrofe nucleare in Giappone, il governo italiano minimizza in modo irresponsabile. Nessuno può garantire la sicurezza di una centrale nucleare. Soprattutto in un Paese a forte rischio sismico”, questo quanto si legge nel volantino creato dal comitato, “oggi il mondo sta andando decisivamente verso la strada delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, con investimenti massicci. Con le attuali tecnologie pulite e rinnovabili possiamo soddisfare tutti la domanda di energia entro il 2050 e non solo di quella elettrica. La green economy è il futuro e noi vogliamo ricadere nel nucleare? L’unica cosa sicura sono i rischi: di esplosioni; di terremoti; di attacchi terroristici; di tumori; economico; di uranio; di aumento della bolletta; di scorie; e di bloccare le energie rinnovabili”. Un comitato che unisce diverse associazioni dell’alto-casertano e del basso Lazio perché, come spiega Giulia Casella, responsabile del circolo Legambiente di Sessa Aurunca, “tutti insieme abitiamo la Piana del Garigliano e quindi siamo stati testimoni e vittime di tutto quello che è accaduto in quella centrale” di cui Legambiente circolo Alfredo Petteruti di Sessa Aurunca; Arci-Matidia di Sessa A.; Acli Terra; Acli di SS Cosma e Damiano; Comitato Antinucleare Garigliano; Cittadinanzattiva; TDM; Slowfood Massico e Roccamonfina; A.V.O; ASeLL; Pax Christi punto Sessa; Presidio Libera Sessa A. E Cellole; Cineforum Aurunco; Protezione Civile di Sessa A.; le cooperative sociali: Al di la dei sogni, Khorakhanè e Osiride; le associazioni: Nessuno dorma, Amici in movimento, Liberamente, G.C.R., Mozart, Officine Kulturali Aurunke, Aurunkatelier. “In questo periodo, continua Giulia Casella, “siccome molti ci accusano di farci dettare questa nostra mobilitazione dal panico che ha suscitato Fukushima, qualcuno addirittura ci accusa, come la Prestigiacomo, di sciacallaggio sulle questioni di Fukushima allora è prima di tutto importante evidenziare che noi stiamo sul problema nucleare già dagli anni 70 e da quando è in funzione la nostra centrale e abbiamo partecipato, promosso il referendum del 1987 di cui l’attuale governo non ha nessun conto e di cui Fukushima non è altro che la conferma di tutto quello che abbiamo denunziato non per anni ma per decenni”. Una scelta sbagliata quella del nucleare perché, sempre Giulia Casella, “in Campania abbiamo un’enorme instabilità idromorfogeologica; abbiamo il Vesuvio, una bomba ad orologeria, la cui esplosione interesserà l’intero territorio della Regione Campania; abbiamo il vulcano Epomeo, un’altra miccia pronta ad esplodere, e tutta la zona del Tirreno meridionale a rischio tsunami, come afferma il professor Franco Ortolani, come è accaduto a Stromboli nel 2002 e nel 1908 che distrusse Messina e Reggio Calabria a tutto questo aggiungiamo i rifiuti tossici. Una giornata di pioggia fa franare il terreno. A fronte di tutto questo si parla di centrale nucleare?”. Una scelta, secondo Maria Antonietta Rozzera dell’A.V.O., giustificata in termini di “lobby nucleare”, che afferma “Si parla di sciacallaggio ma chi è più sciacallo di chi in effetti è indifferente alla morte e alla salute non di una generazione ma anche delle generazioni future per i soldi e per la gestione di soldi. Perché la scelta del nucleare significa la scelta di concentrare la scelta energetica in pochissime mani”. A costi elevati fa riferimento il comitato e tempo. “Riprendendo la dichiarazione di Mercalli, se partiamo oggi ci vogliono circa 15 anni e perché non li investiamo nello sviluppare l’energia del rinnovabile” chiede Maurizio Scarsella dell’Acli della provincia di Latina e di SS Cosma e Damiano “Non basta dire no al nucleare, dobbiamo puntare su qualcosa che abbiamo nel cassetto un grandissimo valore quello dell’energia solare”. Una campagna di sensibilizzazione perchè “questa è una battaglia di libertà e di democrazia, che deve essere fatta e che si sta facendo perché noi vogliamo essere liberi in quanto persone, in quanto cittadini, in quanto ambientalisti dalle schiavitù, dalle dipendenze dell’uranio, del petrolio e da tutti gli atri inquinanti che ci fanno vivere in condizioni non di progresso per il tanto decantato sviluppo” commenta Vittorio Verrengia del C.e.l internazionale.

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