VERRECCHIA ANCORA IN MANO AI PIRATI

Antonio Verrecchia, il 62enne direttore di macchina gaetano è ancora lì. E con lui altri quattro italiani oltre a diciassette uomini di equipaggio. Tutti sotto sequestro ormai da più di un mese, esattamente dall’8 febbraio scorso quando un gruppo di pirati, a largo delle coste somale, ha sequestrato la petroliera su cui erano imbarcati: Savina Caylyn. Dopo gli iniziali contatti che avevano lasciato ben sperare su una veloce risoluzione della vicenda, da diverse settimane è calato il silenzio più totale imposto dal Governo italiano che ha vietato anche alla Marina Militare , pur presente in zona con due navi da guerra, di rilasciare informazioni. La Savina Caylyn, secondo indiscrezioni, si troverebbe attualmente vicino alla “tortuga” di Hobyo, circa 500 chilometri a nord di Mogadiscio e a scoraggiare qualsiasi tentativo di incursione provvedono decine di miliziani di guardia. Il rischio è che l’equipaggio o parte di esso sia stato già trasferito a terra o su altre navi sequestrate. Un’altra nave italiana, il pattugliatore Foscari, resta in navigazione non lontano dalla petroliera, pronto a intervenire. Così come, sin dall’inizio del sequestro, la Zeffiro.

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