CONTINUANO LE CONFISCHE E I SEQUESTRI PER UN VALORE DI CIRCA UN MILIONE DI EURO AI “CLAN” DEI CIARELLI E DI SILVIO

Continua l’azione di contrasto alla criminalità da parte della Questura di Latina, in particolare nei confronti dei clan Ciarelli  e Di Silvio. A tal proposito Il Collegio Penale accogliendo le risultanze emerse dalle indagini patrimoniali e bancarie, ha,pertanto, ordinato la confisca dei beni mobili e immobili , per un valore di circa 800 mila euro riconducibili al Ciarelli Luigi ed ai terzi intestatari, consistente in Fabbricati siti in Latina alla, limitatamente alla quota di ½, intestati alla convivente, nonché madre dei figli, dell’uomo. Gli immobili in argomento si  costituiscono una villa con corte perimetrale; inoltre fabbricati siti in Latina alla Via N. Nicolai,intestati  sempre alla convivente. Gli immobili in questione oggi costituiscono una villa con corte perimetrale; Autovettura Marca Mini Cooper D, targata DG762XA, intestata alla figlia ; Autovettura Marca Volkswagen Golf 1.9 T,  intestata al  genero Autovettura Marca Volkswagen Golf 2.0, intestata al genero; tutti i rapporti con saldo attivo intrattenuti dal  Luigi CIARELLI, dalla convivente dai figli e dal genero con gli  Istituti di Credito con i quali essi  hanno registrano rapporti,  in particolare  presso Unicredit Banca di Roma spa; Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio srl; Unicredit spa; Banca Popolare del Lazio.
Il Tribunale Penale,  nello stesso contesto, ha dichiarato l’inammissibilità della proposta relativamente alla  applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, in assenza di ulteriori elementi rispetto a  quelli già valutati dallo stesso Tribunale in sede di valutazione di una precedente proposta.  Non si arrestano le misure di contrasto preventivo nei confronti del “Clan dei Di Silvio “ che come tutti sanno  appartengono al noto ed omonimo gruppo di etnia zingara che si caratterizza per aver aderito completamente alla “sottocultura” tipica delle loro origini di “vivere con i proventi di attività illecite e del delinquere in genere”. Nell’ambito di questa attività nell’ottobre scorso è stata presentata una proposta di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. dall’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine a carico di Giuseppe DI SILVIO , detto “ROMOLO” classe 66, attualmente detenuto  e, pochi giorni  fa, il Tribunale ha DECRETATO LA SORVEGLIANZA SPECIALE DI P.S. PER ANNI CINQUE ,CON OBBLIGO DI SOGGIORNO. Noti sono i “trascorsi “ giudiziari del sorvegliato , tra rapine, estorsione ,e sequestro di persona  a scopo di rapina , porto abusivo e detenzione di armi, invasione di terreni, più volte rimpatriato dai comuni delle città limitrofe , sottoposto, in passato anche ad Avviso Orale dal Questore di Latina nonchè colpito,con sentenza divenuta irrevocabile, da interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’episodio criminoso che lo ha portato, di recente , su tutte le prime pagine dei quotidiani locali è stato l’arresto operato dalla  locale Squadra Mobile  su ordine di custodia cautelare avvenuto nel febbraio scorso, dopo qualche giorno di latitanza per l’omicidio di Fabio Buonamano, avvenuto il 26 gennaio 2010, un giorno dopo l’esecuzione di Massimiliano Moro e il tentato omicidio di Carmine Ciarelli. Nel contesto Romolo è stato rintracciato a Cassino dove si  nascondeva in un appartamento del quartiere San Silvestro, storicamente abitato dalla comunità rom. Il Collegio Penale con lo stesso provvedimento ha disposto  la CONFISCA di una autovettura MERCEDES 270,  del valore di circa 10 mila euro, ritenendo non solo la sussistenza  dell’attualità della pericolosità sociale ma anche  che i traffici illeciti rappresentano la sua unica fonte di sostentamento, decretando altresì il versamento nelle Casse delle ammende della somma di  euro 700,00 a titolo di cauzione.  Sempre  nell’ambito del Clan dei “Di Silvio” la Polizia di Stato ha eseguito un SEQUESTRO PREVENTIVO  in attesa della definizione del giudizio in pregiudizio di DI SILVIO FERDINANDO detto “GIANNI”, noto tra la malavita locale per i  precedenti penali contro il patrimonio e la persona, nonché per reati concernenti lo spaccio di sostanze stupefacenti. Di forte personalità, gli ambienti criminali  ritengono che lo stesso, negli  ultimi anni, si è conquistato un ruolo primario nel traffico della droga. Molto legato al “Clan” di appartenenza , in ragione del quale  il citato  sodalizio  ha favorito una serie di attività illecite incentrate sulle estorsioni in danno di esercizi pubblici ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Destinatario, nell’ottobre scorso di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere unitamente ad altre undici persone. Gli undici arrestati appartenenti a vario titolo al “Clan” devono rispondere di associazione a delinquere, con l’aggravante della modalità mafiosa, finalizzata all’usura e all’estorsione, detenzione illegale di armi. La maxi retata effettuata all’alba del 18 ottobre  dagli agenti della Squadra Mobile   prese le fila da  svariate  intimidazioni operate ai danni della Polizia di Stato, anche ai più alti vertici, e alcuni colpi di pistola esplosi dal clan contro agenti penitenziari “poco collaborativi”. La misura cautelare fu disposta dal GIP Coccoluto  per  «evitare ulteriori gravi delitti finalizzati a far assumere al clan l’asserito predominio sulla delinquenza locale che, in tal modo, aggraverebbe ulteriormente la “guerra” in atto». Ai danni di DI SILVIO Ferdinando è stato eseguito il sequestro preventivo di una abitazione sita a Latina in Via  Coriolano, per un valore di circa 200 mila euro . In merito i magistrati hanno  evidenziato che l’istanza di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s., depositata lo scorso gennaio, ha acclarato in modo univoco l’esistenza di concreti e specifici indizi dai quali si desume che il proposto è persona stabilmente dedita ad attività delittuose dalle quali trae  i mezzi di sostentamento.

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