***videonotizia***ARENAUTA OFF LIMITS

ultima-spiaggiaChiusa definitivamente. Almeno fin quando la Regione non stanzierà il denaro necessario alla messa in sicurezza. La spiaggia dell’Arenauta, in particolare la zona frequentata da naturisti e free climbing è da ieri di fatto off-limits. All’alba, infatti, via terra e via mare su quel tratto di litorale sono giunti carabinieri, polizia, capitaneria di porto e polizia municipale per completare l’opera di chiusura cominciata circa dieci giorni fa. Un avviso di chiusura e divieto compare sin sopra dall’accesso a terra lungo la via Flacca. Analogo avviso compare sul tratto a mare.  «Hanno completato l’opera. La più bella spiaggia di Gaeta è chiusa e il sindaco se ne frega delle proteste», ha affermato Vincenzo Carbone titolare di uno storico chiosco nei pressi della spiaggia interdetta. Nessuna mediazione raggiunta con l’amminstrazione, quindi, nonostante il tentativo di domenica durante una conferenza stampa svoltosi proprio all’Arenauta organizzata da diversi consiglieri regionali d’opposizione, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini. E la protesta, cominciata domenica, è andata avanti anche ieri in consiglio comunale dove, all’oscuro del nuovo “blitz” e in un clima molto pesante, le associazioni si erano radunate per chiedere conto di quanto accaduto fino a quel momento. Interrogazioni si sono registrate in particolare da parte del consigliere comunale Pd Pina Rosato, condivisa dai consiglieri Luciani e Magliozzi, che ha chiesto conto del perchè l’ordinanza del 1996 della Capitaneria di Porto sia Stata applicata solo adesso, e solo per quella spiaggia, e, per di più, durante il periodo estivo quando alcune famiglie di operatori turistici riescono a trarre dalla loro attività quel sostentamento che le permette di superare l’inverno. Evasiva la risposta dell’assessore al Demanio Antonio Cianochiusura-arenauta che, senza che gli fosse stato chiesto, ha affermato di non essere contrario ai naturisti. Ugualmente evasivo il Sindaco che ha ricordato, a ragione dell’interdizione, le tragedie di Ponza e Ventotene. L’impressione attuale che se ne ricava è che l’amministrazione abbia applicato un’evidente disparità di trattamento le cui ragioni sono intuibili e del tutto censurabili. Un momento buio nella storia politica di Gaeta che non fa onore ai suoi amministratori e mette in cattiva luce i suoi cittadini. Che non lo meritano affatto.

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