SABAUDIA: RISCHIA L’ESPULSIONE PERCHE’ CLANDESTINO, MA DENUNCIA COMUNQUE IL SUO DATORE DI LAVORO PER PERCOSSE

polizia1111Si è positivamente conclusa un’indagine avviata poche settimane fa  a seguito dell’arresto, obbligatorio per l’inosservanza all’ordine di lasciare il territorio nazionale, di un cittadino indiano, L.R. di anni 30. Il medesimo infatti, si era presentato in questi uffici per denunciare le patite percosse da parte del suo datore di lavoro ma, poiché clandestino e già sottoposto ad espulsione, era stato comunque doverosamente tratto in arresto.
Nel contempo, però, questo Commissariato P.S. procedeva all’immediata verifica di quanto dall’indiano denunciato e trovava subito positivi riscontri al suo racconto in quanto, pur avendo il denunciante mal riferite le generalità del datore di lavoro, gli accertamenti anagrafici effettuati presso l’Anagrafe del Comune di Sabaudia consentivano di individuare con buone probabilità l’ignoto datore di lavoro che lo aveva percosso. Pertanto già nel processo per direttissima a carico dell’extracomunitario arrestato, durante il quale si convalidava l’arresto eseguito, questo Commissariato P.S. proponeva all’A.G. di far richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di giustizia a favore dell’indiano, con esiti postivi.
Si aveva così modo di proseguire nell’indagini che consentivano di accertare come, a nome della suocera del datore di lavoro, era stato richiesto un nullaosta al lavoro in qualità di badante dell’anziana donna. Concesso il nullaosta ed il visto, sempre a nome dell’anziana donna veniva falsamente comunicato allo Sportello Unico per l’Immigrazione che l’indiano non si era mai presentato e pertanto non poteva esser concluso a suo favore alcun contratto, con la conseguenza pertanto che l’indiano non poteva richiedere regolare permesso di soggiorno.
In realtà il medesimo indiano era impiegato (ovviamente in nero e come clandestino) nei campi coltivati del datore di lavoro o, in alternativa, presso l’esercizio commerciale della moglie dell’imprenditore agricolo, figlia dell’anziana a favore della quale era stato richiesto il nullaosta al lavoro.
Si è poi scoperto che la richiesta per il rilascio del nullaosta al lavoro era stata fatta dalla figlia dichiarando che la mamma era impossibilita alla presentazione della richiesta perché inabile; così come era stata sempre la figlia a falsamente dichiarare che l’indiano non si era mai presentato, quando invece lavorava presso di loro già da due anni, come altresì con fermato da vari vicini di casa.
I coniugi, entrambi residenti nel territorio di Sabaudia, sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, false attestazioni a P.U., falso in atto pubblico e lesioni. L’indiano, invece, è attualmente in possesso di regolare permesso di soggiorno.

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