***video***CONTROLLI DELLA GDF SULL’EDILIZIA, ACCISA EVASA SU IMBARCAZIONI DI LUSSO E SETTORE PESCA

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img_0316Per il Comando Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Formia  prosegue l’attività di controllo e repressione delle violazioni edilizie demaniali, lungo la fascia costiera della circoscrizione di servizio. Militari appartenenti  alla Sezione Operativa Navale e alla Capitaneria di Porto di Gaeta in collaborazione con personale appartenente alla Agenzia del Demanio e U.T.C. di Gaeta,  durante un servizio di Polizia Ambientale effettuato nel mese di maggio 2008, al fine di reprimere violazioni sul Demanio, sottoponevano a sequestro, nella zona di Santo Agostino del Comune di Gaeta, uno dei posti più suggestivi della Riviera di Ulisse, opere abusive realizzate sul demanio marittimo rientrante entro i 30 mt di distanza  dal mare, senza alcuna autorizzazione, denunziando all’A.G. di Latina, tale  P.D. di anni 75 anni e R.D. di anni 30 di origini locali titolari dello stabilimento balneare denominato Pozzo da Poppa. Al fine di tutelare la legalità e l’ambiente ad elevato valore paesistico, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, nei giorni trascorsi, delegava gli organi preposti al controllo dei lavori di ripristino dello stato dei luoghi. Ai titolari dell’attività ricreativa, preso atto della responsabilità in merito, non restava altro che procedere alla demolizione delle opere abusive, consistenti in vari manufatti in muratura e materiali edili per una superficie complessiva di mq. 250. L’area in questione, ove insistevano le opere abusive demolite, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, è stata consegnata all’Agenzia del Demanio Filiale di Roma con un recupero all’erario di circa 640.000 euro di canoni evasi. Questo episodio dimostra che, la volontà congiunta, delle autorità preposte al controllo del nostro meraviglioso territorio, porta a risultati positivi volti al rispetto della natura che, il più delle volte, viene prevaricata da interessi economici personali a discapito di quelli della collettività.
E proprio in questi giorni, è stata portata a termine dai Finanzieri della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Formia, un’importante operazione a tutela deytgjan26sanlo525gli interessi  economici e finanziari dello Stato, sulla corretta applicazione della normativa sui prodotti petroliferi utilizzati a bordo delle Unità da diporto, Navi e Imbarcazioni di lusso di grandi dimensioni.
Le accise nel nostro sistema tributario sono da sempre chiamate a svolgere un ruolo rilevante sia in termini di gettito che di politica dei consumi.
Tutto iniziò nell’estate  scorsa, quando venne avviato un  mirato monitoraggio dei porti turistici e sul mare della circoscrizione del Reparto Navale di Formia.
L’attenzione dei militari della Guardia di Finanza, si concentrava quindi  verso una lussuosa nave da diporto, di circa 27 mt, battente bandiera italiana, con 7 persone di equipaggio e del valore di oltre 3.800.000 di Euro, iscritta nei registri navali di Viareggio, per fini commerciali, nella fattispecie il noleggio,  che si riforniva nei porti italiani di carburante agevolato. Le indagini, quindi, venivano estese nei confronti dell’Amministratore della Società utilizzatrice dell’imbarcazione M.C. di anni 67 di origine pugliese e nei confronti di S.D. di anni 54 entrambe di origini pugliesi, quest’ultimo Comandante della lussuosa nave.
A questo punto iniziavano gli accertamenti fiscali per risalire al reale utilizzo dell’imbarcazione, effettuando delicate e lunghe indagini per risalire ai rifornimenti di gasolio agevolato nei vari porti di approdo lungo le coste italiane. In  particolare si è potuto riscontrare un divario consistente tra i contratti regolarmente stipulati per l’utilizzo dell’imbarcazione e il gasolio agevolato imbarcato.
Ciò  consentiva di acquisire utili elementi di chiara evasione fiscale.
In particolare, è stato riscontrato un utilizzo di oltre 24.000 litri di carburante, utilizzato in sospensione di accisa, sottraendo così, alle casse dello Stato ben oltre 10.000 euro di imposte dovute per l’accisa e per l’I.V.A. non assolta. I militari della Sezione Operativa Navale, con apposita informativa, denunciavano l’amministratore e il comandante  per aver destinato ad usi diversi carburante soggetto ad accisa e per il reato di truffa.
L’impegno e la costanza evidenziata nella circostanza dai militari della Sezione Navale di Formia, nell’approfondire l’attività d’indagine, hanno portato ad accertare altresì che, la nave in questione veniva impiegata in parte a fini commerciali ma, prevalentemente per uso personale, privato e ricreativo, usufruendo dell’acquisto del carburante agevolato, presso i vari distributori di gasolio, presentando loro regolare libretto di carburante e tentando di indurre in errore gli organi dello Stato accertatori del tributo doganale.
La Sezione Operativa Navale di Formia, al fine di arginare questo fenomeno sempre più presente nel settore degli oli minerali ha chiesto, all’Autorità Giudiziaria, di porre in essere tutte le misure idonee allo scopo, quali il sequestro e la confisca dei beni oggetto di contrabbando doganale.
Nel settore della repressione della pesca di frodo la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Formia ha effettuato un brillante intervento congiunto con la Sezione Aerea Pratica di Mare lungo la circoscrizione di servizio di levante. Il velivolo del corpo dopo aver avvistato alcuni pescherecci intenti ad effettuare la pesca a strascico in posizione sospetta, ha chiesto l’intervento del Comandante della Sezione Operativa Navale di Formia che, immediatamente inviava sul luogo dell’avvistamento la velocissima vedetta V. 623,  la quale sottoponeva ad accurati controlli le imbarcazioni da pesca, identificando tali L.A. di anni 62 e L.M. di anni 55 entrambi di origini campane. I militari provvedevano ad acquisire una corposa documentazione al vaglio delle Autorità al fine di stabilire la regolarità del tipo di pesca, in quanto, l’imbarcazione effettuava la pesca del “bianchetto”, dalle precise direttivi impartite dal Ministero delle Politiche Agricole e Alimentari circa la pesca del novellame, al fine di tutelare una zona biologica e faunistica, ricca di specie ittiche protette.

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