NUCLEARE, INCONTRO TRA SINDACI A SESSA AURUNCA, 21 I COMUNI COINVOLTI

Centrale nucleare del Garigliano

Centrale nucleare del Garigliano

Si è svolto martedì 9 marzo, presso l’aula consiliare del Comune di Sessa Aurunca, l’incontro tra i Sindaci dell’Alto Casertano e quelli del Sud Pontino sul tema del nucleare. I comuni coinvolti sono 21 e tutti condividono la preoccupazione che l’ex Centrale del Garigliano possa diventare un deposito di scorie radioattive.

“Ringrazio i tanti Sindaci che hanno sottoscritto questi documenti e che hanno dato la disponibilità a partecipare alle iniziative nei rispettivi territori – ha esordito Luciano Di Meo, Sindaco di Sessa Aurunca e coordinatore dell’iniziativa per l’Alto Casertano – Voglio sottolineare un aspetto importante: questa riunione non è un evento elettorale ma un’iniziativa assolutamente trasversale. Dopo la tornata elettorale il Governo dovrà fare delle scelte tenendo conto anche della documentazione che scaturirà dal confronto fra tutti i Sindaci che trasformeranno i documenti sottoscritti in ordini del giorno condivisi”.

All’incontro di martedì hanno partecipato anche i Vescovi delle diocesi di Gaeta, Mons. Fabio Bernardo D’Onorio, e Sessa Aurunca, Mons. Antonio Naploetano. Quest’ultimo ha affermato che “il deposito non risponde alle esigenze del popolo e non risponde ai criteri di saggezza”, mentre l’Arcivescovo di Gaeta ha sottolineato come “il compito della politica sia quello di individuare, insieme con i tecnici, proposte alternative affinché il progresso umano possa andare avanti in sicurezza”.

Nel suo intervento, il Sindaco di Gaeta, coordinatore dell’iniziativa per il Sud Pontino, ha messo in evidenza l’appoggio della Chiesa e il fatto che non si è trattato di un evento a scopo elettoralistico. “Non ci possono essere divisioni ideologiche sulla salute dei cittadini – spiega Raimondi – Con la zona casertana c’è vicinanza culturale per ragioni storiche, quindi questa collaborazione risulta molto naturale e ci fa molto piacere. Rispetto alla provincia di Caserta, il Sud Pontino è stretto in una tenaglia: oltre alla centrale del Garigliano, nella parte settentrionale c’è anche l’impianto di Borgo Sabotino che ha buone possibilità di rientrare nei piani del Governo Berlusconi. Il concetto di sviluppo non può essere relegato solo all’aspetto economico, ma bisogna tenere conto anche della sostenibilità sociale, economica e ambientale. Dove ci porterà il nucleare? Nel 2020, secondo i piani del Governo Berlusconi, entrerà in funzione la prima centrale e, secondo alcune stime, l’uranio si esaurirà nel 2035. È una situazione non sostenibile e la riflessione da fare è come lo sviluppo può conciliare le esigenze dell’economia con quelle della tutela ambientale”.

Sono seguiti gli interventi dei sindaci di Mondragone e Cellole, dei rappresentanti dei comuni di Castelforte, Minturno e Santi Cosma e Damiano e di Giulia Casella dell’associazione Legambiente. Al termine dell’incontro i Sindaci di Gaeta e di Sessa Aurunca si sono scambiati i documenti con l’impegno di trasformarlo in un ordine del giorno da approvare nei 21 consigli comunali.

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