AL VIA BANCA DATI DNA

dnaL’obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione internazionale nel contrasto al terrorismo, all’immigrazione illegale e più in genere alla criminalità. Per questo è stata approvata ieri, in via definitiva dal Senato della Repubblica italiana, la legge di ratifica del Trattato di Prum che prevede tra le altre cose l’istituzione, presso il ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – della banca dati del Dna.

“Poter disporre di sofisticati e più precisi mezzi di accertamento dell’identità degli autori degli illeciti” ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano – “permetterà alle forze di polizia e all’autorità giudiziaria di fornire risposte di giustizia più celeri e più vicine alla realtà”.

L’Accordo di Prum (già siglato nel 2005 da Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo, Olanda e Austria) prevede lo scambio di informazioni su persone inquisite e sulla falsificazione dei documenti. Dispone anche il possibile utilizzo di Sky Marshalls, agenti in borghese che potranno confondersi tra i passeggeri degli aerei per contrastare possibili attentati terroristici o per il rimpatrio di criminali stranieri. Si potranno anche inviare ufficiali di collegamento – esperti in falsi documentali – nei paesi di origine dei flussi migratori irregolari e costituire squadre miste di intervento in occasioni di manifestazioni di massa, catastrofi ed altri gravi calamità. Ma non è finita: le polizie straniere potranno continuare le proprie azioni in Italia senza dover chiedere particolari permessi o autorizzazioni.

Tutte le tracce sulla scena del crimine

Ma la novità più importante rimane la “rete comune” di profili genetici che costituisce la banca dati del Dna. Conserverà i campioni biologici di condannati, imputati e indagati, ma anche tutte le tracce biologiche raccolte dalla polizia scientifica sulla scena del delitto; pure se appartengono a persone non iscritte nel registro degli indagati. Al prelievo dei campioni biologici non ci si potrà sottrarre visto che il Trattato prevede che l’autorità possa imporre il prelievo forzoso di capelli, peli, saliva e altro materiale biologico, se ritenuto necessario all’inchiesta. In caso di assoluzione o di mancanza di reato i profili di Dna contenuti nella banca dati verranno cancellati d’ufficio. Negli altri casi resteranno conservati per 40 anni.

Tutto questo faciliterà anche il compito degli investigatori impegnati nella identificazione di cadaveri senza nome o nella soluzione di vecchi casi ancora irrisolti.

 

Fonte:  polizia di stato

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