IL PARCO: IL PERICOLO SONO I CINGHIALI O LA VELOCITA’?

In riferimento alla notizia apparsa sugli organi di stampa in merito alla richiesta della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Sabaudia indirizzata all’Ente Parco di rafforzare le recinzioni intorno alla foresta demaniale sulla Migliara 53 e 54, l’Ente Parco Nazionale del Circeo sottolinea di non avere alcuna competenza in merito a tale richiesta.
La gestione della Foresta Demaniale di Sabaudia, infatti, come dovrebbe essere più che noto agli amministratori pubblici di Sabaudia, è sempre di competenza del Corpo Forestale dello Stato, che ne è responsabile fin dalla fondazione della Città e del Parco nel 1934. I beni della Foresta Demaniale sono di proprietà del Demanio dello Stato e da sempre e a tutt’oggi in uso governativo al Corpo Forestale dello Stato, che li gestisce attraverso l’Ufficio Territoriale Biodiversità di Fogliano.
Peraltro, la richiesta ha ben poco senso tecnico in quanto la recinzione intorno alla foresta non è posta ad impedire il movimento della fauna (ed infatti non ne ha le caratteristiche tecniche), ma a delimitare le proprietà demaniali per impedire il flusso indiscriminato di accesso di pubblico al di fuori dei sentieri regolamentati (e per le Riserve Integrali, che occupano porzioni limitate di foresta, ad impedire l’accesso delle persone in quanto vietato).
La normativa generale – ed il buon senso – non prevedono in alcun modo recinzioni per impedire alla fauna selvatica, che per definizione ha libero movimento sul territorio, di “fuoriuscire” dalle aree di maggiore tutela. Anche la giurisprudenza costante ha stabilito che non sussiste alcun obbligo per le amministrazioni pubbliche di “contenere” la fauna selvatica in particolari zone.
Per il problema – che è certamente reale e grave – degli incidenti sulle strade che costeggiano la Foresta Demaniale di Sabaudia l’unico obbligo in capo alle amministrazioni pubbliche (anche in questo caso non l’Ente Parco, ma la Provincia (e l’ANAS/ASTRAL) in quanto enti gestori delle strade interessate (o lo stesso Comune di Sabaudia per le eventuali strade comunali interessate) è quello di segnalare adeguatamente il pericolo e lo stabilire limiti di velocità adeguati.
“Sarebbe il caso che il Comune di Sabaudia non chiamasse sempre in causa l’Ente Parco come responsabile di tutto, anche quando non ha alcuna competenza, responsabilità né possibilità di intervento, ed iniziasse a coinvolgere i soggetti realmente in grado di intervenire, come la Provincia” dichiara il Direttore dell’Ente Parco, dott. Giuliano Tallone. “Forse il Comune dovrebbe interrogarsi anche sulle proprie responsabilità iniziare a sensibilizzare i cittadini, che percorrono le Migliare, la Litoranea e la Pontina come se fossero autostrade o circuiti, sul fatto che i limiti di velocità vanno rispettati, magari con una specifica cartellonistica informativa agli accessi alla Foresta, per la quale siamo disponibilissimi a dare il nostro contributo, con interventi preventivi mirati con autovelox concentrati su tali strade, e con rallentatori nei pressi degli incroci, delle case e dei punti più pericolosi. Ciò diminuirebbe molto l’incidenza statistica degli incidenti che purtroppo si osservano, soprattutto di notte”.
Peraltro il pericolo della fauna selvatica è segnalato con decine di cartelli tutto intorno alla Foresta, e di recente la Provincia ha inserito una speciale segnaletica (subito deturpata con atti vandalici) che indica che il tratto della Migliara 53 dentro la foresta è uno dei tratti più pericolosi tra tutte le strade della Provincia di Latina. Eppure le auto continuano a sfrecciare a più di cento all’ora.
L’Ente ha comunque previsto un piano di controllo sperimentale della densità dei cinghiali in foresta, che potrebbe anche se parzialmente diminuire l’incidenza degli attraversamenti dei cinghiali, che ha ottenuto anche il parere favorevole dell’ISPRA (ex INFS), che però attende la definitiva approvazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.

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