DOPO LA VITTORIA IN COPPA ITALIA, RIENTRO TRIONFALE PER LA FERAGNOLI TERRACINA

All’1.30 il Feragnoli Terracina è entrato in città e al quartier generale dello stabilimento Rive di Traiano ha avuto inizio la festa dei tifosi che ha reso merito al gruppo per la conquista della Coppa Italia. Nonostante le fatiche del campo e il lungo viaggio di ritorno da Corigliano Calabro, i protagonisti della storica impresa non si sono tirati indietro neanche per qualche intervista di rito.

Così Simone Feudi, uomo partita della finalissima contro il Catania. “Quando eravamo sotto 2-0 ho pensato solo: non possiamo perdere anche questa volta – spiega l’esterno terracinese e nazionale azzurro –. Del Duca mi ha visto carico e mi ha lanciato nella mischia e a quel punto ho dato subito tutto quello che avevo da dare. Ho costretto il loro portiere Salgueiro a un intervento disperato che è costato loro il rigore e l’espulsione del numero uno. E dopo la trasformazione del penalty la partita ha cambiato faccia”. Poi Feudi racconta anche un piccolo aneddoto: “Il primo luglio, guarda caso il giorno in cui nacque il compianto Carlo Guarnieri, abbiamo trovato nei pressi dell’albergo un cane abbandonato e tutti, senza pensarci su nemmeno un momento, abbiamo deciso di adottare. E’ una femminuccia che abbiamo chiamato Terra. Forse è stato un segno del destino…”

Del Duca

Poi la parola passa a capitan Angelo D’Amico: “Ragazzi, era ora. Un’emozione indescrivibile. Al termine del match è scoppiata l’apoteosi. Del resto tutti, ma proprio tutti, avevamo una voglia di vincere che ci avrebbe fatto superare qualsiasi ostacolo. Infatti, sul 2-0 per il Catania, ci siamo guardati negli occhi e lì è scattata la scintilla. Simone Feudi ha dato la carica e la squadra si è trasformata. Ma non abbiamo mai temuto di perdere questa finale e adesso ci gustiamo il trofeo in attesa di tornare in campo per la seconda tappa di campionato (in programma non più a Pescara ma a Catania dal 14 al 17 luglio, ndr) che decreterà le quattro finaliste del girone Sud”.

L’altro nazionale azzurro Paolo Palmacci non sta più nella pelle: “Prima della finalissima ho pensato: contro Catania abbiamo già perso due finali, una di Coppa Italia e una per lo scudetto ma stavolta andrà diversamente perché vogliamo vedere il nome Terracina su un albo d’oro. E state certi che faremo l’impossibile per conquistare anche scudetto e Supercoppa”.

Domani, alle 19, la squadra verrà ricevuta in Comune dal sindaco Nicola Procaccino.


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