Quali strumenti dare alle aziende per proiettarsi nel futuro?

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando il mondo. In ogni ambito della nostra vita ci troviamo a rapportarci con soluzioni sempre più “smart” e, quindi, tecnologicamente avanzate. E, in questo contesto, il mondo del lavoro è uno degli ambiti in cui la quarta rivoluzione industriale si esprime meglio. Esempio lampante è il concetto di fax online. Ebbene, il caro vecchio fax, inteso come oggetto fisico da mettere in ufficio, con le nuove tecnologie è, ahinoi, destinato ad “estinguersi”. Le aziende, infatti, grazie a programmi specifici su Internet che permettono di inviare qualsiasi tipo di file attraverso il fax ma senza possederne uno, possono permettersi di risparmiare sull’acquisto di un oggetto diventato, ormai, arcaico. Col fax online bastano pochi passaggi per giungere al risultato. Alcuni siti offrono tale servizio in abbonamento mensile, a costi contenuti. Caratteristica che rende il fax online sempre più conveniente. Altra situazione poi da non sottovalutare è che il fax in questa declinazione moderna può essere mandato anche tramite un cellulare con l’ausilio di un’app. Ma questo è soltanto uno dei tanti esempi che si potrebbe fare, semplice ed alla portata di tutti, ma il concetto si potrebbe estendere anche per processi molto più complessi.

L’aiuto arriva dai Digital Innovation Hubs

E di Industria 4.0 si è parlato a Roma, lo scorso marzo, in occasione del Digital Day, nell’ambito del 60esimo anniversario dell’Unione Europea. In presenza di imprenditori del settore, esperti e docenti universitari, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ha presentato Italian-DIH. Si tratta della prima Piattaforma italiana di Digital Innovation Hubs, integrata nel network europeo I4MS.

I Digital Innovation Hub sono modelli di supporto innovativi alle imprese con un coinvolgimento bottom up di territori, università e centri di ricerca di eccellenza. Rappresentano, quindi, un asset strategico per la crescita e lo sviluppo economico e industriale del Bel Paese. L’incontro, risultato essere di grande livello, ha rappresentato un’occasione unica e di qualità di presentazione e accreditamento italiano presso la Commissione Ue. E la presenza di Max Lemke, Head of Unit Components and Systems della DG Connect, ha reso il tutto più importante.

L’iniziativa mette quindi in rete sei HUB tecnologici al servizio delle PMI per favorire la trasformazione digitale all’interno delle stesse. In Italia il progetto è ancora in fase iniziale, ma i primi segnali di digitalizzazione si stanno avendo, anche perchè le aziende cominciano a comprendere quanto il digitale stia trasformando il modo di concepire prodotti, processi e business.

Grazie ad Italian-DHI sarà più semplice affrontare la sfida della competitività di Industri 4.0 per le nostre PMI. La piattaforma aiuterà le imprese a ripensare in chiave digitale il proprio modello di business, nonchè a ridisegnare il sistema produttivo. Nel Bel Paese sono sei DIH a forte vocazione industriale: Piemonte, Triveneto, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia. Questi fanno parte di una rete di 39 DIH in tutta Europa. Nel Lazio il DIH “CICERO”, promosso da Un-Industra e specializzato su Cyber Physical Systems e Internet of Things; Nelle Marche il DIH “4M4.0” promosso da Confindustria Marche su HPC/Robotics; Per l’Emilia Romagna il DIH “SMILE” per Lean Innovation, Physical Systems e IoT; In Piemonte “DIMA HUB” per Advanced Laser-Based applications; in Puglia “Apulia Manifacturing” specializzato in Cyber Physical Systems e IoT; in Triveneto “DIH” per Cloud-based HPC simulation.

Per Lemke la vera sfida sarà coinvolgere l’intero sistema italiano delle PMI, e non solo puntare soltanto sulle eccellenze.

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