Macchine utensili, un mercato in costante crescita

Macchine utensili, un mercato in costante crescita

Il mercato delle macchine utensili in Italia è in costante crescita. Si tratta di un ambito che vede un importante sviluppo, dove per esempio, alla prossima fiera Bi-Mu, la biennale internazionale delle macchine utensili promossa da Ucimu-Sistemi per produrre, ci sono già oltre 450 aziende iscritte, per un evento che si terrà a ottobre 2018.

Sono molte le aziende inoltre, che tra le richieste lavorative, cercano impiegati e addetti proprio in questi settori, dalla programmazione all’utilizzo delle macchine utensili agli addetti alle macchine per la lavorazione della lamiera.

Si tratta infatti di un settore in costante aggiornamento, che quindi richiede anche delle figure specifiche e specializzate.

La lamiera è un materiale molto diffuso, utilizzato per molteplici scopi e che gode di grande notorietà nel settore industriale. Ma, nonostante le sue caratteristiche tecniche degne di nota, si presenta come un materiale non sempre facile da trasformare e lavorare. Tra le principali trasformazioni, che vanno ad interessare direttamente la forma finale del materiale in questione, è possibile tirare in ballo la piegatura della lamiera. Un processo che, ad una prima analisi poco approfondita, che si basa sullo sguardo di chi non ha precise conoscenze tecniche, potrebbe sembrare molto semplice. Non è così: questo processo di lavorazione apparentemente elementare, nasconde diverse difficoltà, le quali sono direttamente legate alla natura dello stesso materiale.

Inoltre, un altro fattore è da prendere necessariamente in considerazione: la perfezione del risultato finale, senza sprecare materiale. Che cosa significa? Nell’industria della trasformazione è sempre importante riuscire ad ottenere un prodotto finito, perfetto in ogni suo dettaglio, già nelle prime lavorazioni. Questo per evitare inutili sprechi di materiale (costi che l’azienda cerca sempre di eliminare del tutto), nonché perdere tempo prezioso.

La domanda che in molti si pongono è la seguente: “perché è così complicata la piegatura della lamiera?”. Senza ricorrere a particolari tecnicismi, è possibile rispondere prendendo in considerazione la natura della lamiera, la quale presenta una variabilità molto elevata nella risposta a tale processo di trasformazione.

Un fattore da non sottovalutare: il ritorno elastico nella piegatura della lamiera.

Ci troviamo dinanzi ad un bel problema, che mai dovrebbe essere sottovalutato in questo particolare processo di trasformazione. Il ritorno elastico non è altro che un fenomeno naturale ben preciso che dipende direttamente dall’elasticità (residua) della lamiera. Forse, con un pratico esempio è possibile capire meglio come il ritorno elastico va ad incidere sul risultato finale. La lamiera, sottoposta ad una precisa forza ben calcolata, viene piegata secondo l’angolo stabilito. Nel momento in cui il lavoro della forza di piega termina, prende vita il ritorno elastico: il profilo della lamiera tenderà ad aprirsi e l’angolo risulterà maggiore rispetto a quello che era stato calcolato.

Per ovviare a tale problema tecnico nella piegatura della lamiera, basterà piegare il profilo calcolando un angolo maggiore, attuando così la sovrapiegatura. È un metodo per correggere gli errori e per ottenere un perfetto angolo di piegatura. Un’operazione non sempre facile da portare a termine con successo, dato che i calcoli da fare sono diversi e devono essere accompagnati da una precisione davvero elevata.

L’azienda Actis Furio specializzata in lavorazione lamiere, con sede vicino Milano, ci indica le tecniche di piegatura della lamiera più diffuse.

Per capire al meglio come avviene la piegatura della lamiera è possibile descrivere le 3 principali tecniche utilizzate per la trasformazione estetica di questo materiale:

• Piega in aria: è la tecnica più semplice, veloce e meno costosa. Il punzone (utensile utilizzato per imprimere la forza di piega) spinge la lamiera in una matrice a forma di V. Quindi, l’angolo di piega sarà calcolato prendendo in considerazione la distanza tra i tre diversi punti di contatto;

• Coniatura: in questo caso, punzone e matrice entrano in contatto tra loro. La lamiera sarà spinta fino in fondo alla matrice e questo permette di ottenere sia un angolo ben preciso (è molto utilizzata per piegare a 90° una lamiera molto sottile), sia per evitare il ritorno elastico di cui prima;

• Schiacciata: è il processo più lungo e più complicato, poiché si suddivide in due diverse fasi. Ad una piega iniziale in aria, seguirà una piegatura totale, ovvero parziale, a seconda della forza impressa dal punzone. La lamiera acquisterà maggiore rigidità e, al contempo, il bordo sarà lavorato in modo tale da evitare che risulti tagliente.

Quelle appena viste sono le tre principali tecniche utilizzate per la piegatura della lamiera, ma a queste se ne aggiungono altre, in base al risultato finale che si intende ottenere. La piegatura a U, con utensile rotante o la piegatura a rulli, seppur non comprese nella lista delle tecniche più famose, rappresentano tecniche di lavorazione molto utilizzate per trasformare le lamiere.

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