L’altra faccia della minestra di cicerchia

L’altra faccia della minestra di cicerchia

La cicerchia è un legume tipico dell’agro pontino, somiglia a delle fave essiccate. In Italia le zone di produzione sono ridotte molto rinomata è la cicerchia di Campodimele che ha ottenuto anche il marchio DOP. Campodimele è un comune della provincia di Latina, ma la cicerchia nel dopoguerra ha avuto una produzione molto diffusa in tutta la parte interna della regione Lazio. Per molto tempo è caduta nel dimenticatoio, fino a quando ha vinto il premio Piatto tipico Pontino e quindi si è nuovamente diffusa, anche perché si tratta di un prodotto dalle notevolissime caratteristiche alimentari.

La ricetta della zuppa di cicerchia

La minestra di cicerchia può essere preparata seguendo diverse ricette che spesso differiscono per piccoli dettagli.
Per una zuppa particolarmente gustosa occorre avere:

300 gr di cicerchia;
100 gr di pomodoro pelato;
50 gr di lardo di maiale;
50 gr di pancetta a cubetti;
sale e pepe nero, olio.

La prima cosa da fare è mettere a bagno le cicerchie secche, in questo modo la cottura sarà ottimale. Il consiglio è di farlo la sera prima dell’uso, sarebbe perfetto tenerle almeno 24 ore a mollo. Il giorno seguente le cicerchie devono essere scolate sciacquate e messe in una pentola capiente ricoprendole di acqua, in questo modo può iniziare la cottura. Quando nella pentola il preparato inizia a bollire si deve farle cuocere per altri 30 minuti e poi si potrà spegnere il fornello. Il consiglio è di assaggiare sempre prima per controllare la cottura e la consistenza del legume.

A questo punto se si dispone di una pentola di terracotta la si userà per una preparazione più completa, altrimenti in caso di mancanza di tale recipiente, si potrà optare per una normale pentola da cucina. In questa scodella si introdurrà il lardo e la pancetta, tagliati a pezzi e fatti soffriggere. In questa fase non è necessario aggiungere olio perché il lardo si scioglierà e formerà autonomamente un gustoso sughetto. Al lardo deve essere aggiunto il pomodoro, pepe nero macinato e sale.

Dopo aver fatto soffriggere il tutto, si dovrà aggiungere le cicerchie, private dell’acqua di cottura, che invece sarà aggiunta gradualmente durante la preparazione.

Per ottenere un piatto più gustoso e cremoso, una parte delle cicerchie cotte può essere frullata con il mixer aggiungendo un po’ di acqua di cottura per migliorare la lavorazione. Questa purea deve essere aggiunta nella casseruola di terracotta. A questo punto bastano 15 minuti di cottura per avere un piatto a base di cicerchie. L’ideale è servirlo in una terrina di terracotta accompagnata da crostini di pane, e condire il piatto con olio extravergine di oliva.

Nel pontino si è soliti preparare anche Laina e Cicerchia. La laina è infatti una pasta tipica del posto, le cicerchie in questo caso vengono cotte con molto brodo e sarà quindi aggiunta la pasta.

Le proprietà nutrizionali della cicerchia

La zuppa di cicerchia ha importanti proprietà nutrizionali, infatti, si tratta di un legume ricco di proteine, inoltre contiene vitamine del gruppo B, vitamina PP, calcio e fosforo e quindi risulta eccellente per la salute delle ossa e per rinforzare le capacità di memoria.
Dal punto di vista nutrizionale è un piatto ottimale, perchè ricca di fibra e ha una bassissima percentuale di grassi. Ovviamente, se durante la preparazione vi saranno aggiunti dei grassi, l’apporto calorico aumenterà facilmente.

A questo punto è importante anche sottolineare le controindicazioni. La cicerchia deve essere usata con cautela da tutti, in particolare in coloro che soffrono di colite. Si tratta di un legume che ha un certo grado di tossicità in quanto contiene degli aminoacidi neurotossici che provocano latirismo: un disturbo caratterizzato da debolezza che con il tempo si trasforma in rigidità muscolare e nei casi più gravi può portare anche a paralisi degli arti inferiori.
Per tenere sotto controllo i rischi di accentuare eventuali disturbi intestinali, oltre a ridurre il consumo di questo legume, è bene seguire il suggerimento proposto da coliteaddio.it, esperti nella cura della colite nervosa.

Secondo il dottor Gianluca Lombardi, è fondamentale tenere in ammollo a lungo le cicerchie e sciacquarle abbondantemente con acqua fredda, più volte, prima di farle cuocere sul fuoco. Inoltre, durante il periodo della raccolta (tra Aprile e Maggio) si dovrà resistere alla tentazione di consumarle fresche o se proprio sentiamo il desiderio di mangiarne qualche baccello, dovremo privarlo categoricamente della buccia.

Cicerchia e colite

Se soffri di colite si deve essere consapevoli che vi potrà essere un aggravamento dei sintomi. La flora batterica alterata di chi ha problemi di colon irritabile è poco adatta al consumo di piatti a base di cicerchie. La particolare ricchezza di fibre e proteine di questo legume, porta alla formazione eccessiva di gas dovuti ai processi fermentativi e putrefattivi e di conseguenza chi soffre di colite spastica, consumando abitualmente cicerchie, può manifestare disturbi pesanti, associati a dolori addominali forti, a loro volta scaturiti dalle contrazioni del colon.

Nonostante questo, se non vuoi rinunciare ad un piatto di cicerchie ogni tanto, è bene seguire qualche consiglio per ridurre i sintomi. La preparazione infatti, comprendendo anche lardo, pancetta e pepe nero potrebbe aggravare i sintomi di irritabilità del colon. Per rendere il piatto più leggero si possono evitare questi ingredienti e dopo aver cotto le cicerchie con acqua si fanno insaporire in un tegame con olio, aglio e rosmarino. Per rendere il piatto comunque saporito si può usare per la seconda cottura anche del brodo vegetale caldo al posto dell’acqua di cottura. Terminata la cottura si condirà il preparato alimentare con olio extravergine di oliva a crudo, senza per questo rendere meno buona questa tradizionale ricetta pontina.

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