All’ufficio postale di San Magno personale all’osso ed utenti “rimbalzati”: nuove polemiche

All’ufficio postale di San Magno personale all’osso ed utenti “rimbalzati”: nuove polemiche

Rabbia e amarezza a fronte degli ennesimi disservizi, alla periferia di Fondi: “E’ inconcepibile che una persona anziana di oltre 80 anni senza nessun mezzo di trasporto e dopo essersi fatta oltre un chilometro a piedi sotto il sole cocente rivolgendosi al suo ufficio postale, venga rispedita al mittente con la scusa dell’ufficio con l’addetta in ferie”.

A parlare Lino Conti, presidente del Comitato San Magno, fattosi portavoce del malcontento degli abitanti della zona tornando a puntare il dito contro le Poste della frazione. Un ufficio periodicamente ‘a servizio zero’, quello di via Ponte Gagliardocausa carenza di personale, che gli utenti venissero messi alla porta è capitato in più occasioni .

Lino Conti

In questi giorni al lavoro c’è solo il direttore, denuncia Conti: “Si limita a fare solo raccomandante o telegrammi, rinviando tutto il resto, pagamenti di bollette compresi”, dice. “La motivazione sta nel fatto che come unico addetto non riesce a garantire l’erogazione all’utenza di tutti i servizi, limitandosi solamente a quelli per i quali, secondo me, potrebbe configurarsi una interruzione di pubblico servizio. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e sacrosanto, per cui è giusto che anche i dipendenti dell’ Ufficio postale si godano il loro meritato riposo, ma è altrettanto vero che un ufficio che eroga servizi pubblici, in questo caso Poste Italiane, non può permettersi di annullare ogni genere di attività, lasciando solo raccomandate e telegrammi, come se chissà quanti servizi del genere ogni giorno vengano erogati. E’ anche altrettanto vero che il direttore ha il dovere di organizzare il proprio ufficio, garantendo servizi all’utenza e non disservizi”.

Per quanto riguarda gli utenti ‘rimbalzati’, non ultimo l’ultraottantenne preso ad esempio indicativo in apertura, i residenti sembrano ormai rassegnati: “Siamo oramai avvezzi a questo atteggiamento da parte del dirigente dell’ufficio”, sostiene Conti. “Abbiamo anche informato Poste Italiane, ma il problema permane, anzi aumenta perché nonostante le varie informative arrivate alla direzione da parte di privati cittadini, associazioni, comitati, non si risolve. Eppure stiamo parlando di Poste Italiane Spa, ovvero di una società per azioni a partecipazione statale, dove il cittadino dovrebbe essere trattato come un cliente e non come un semplice usufruitore di servizi. Faccio inoltre notare che un regime di concorrenza non è affatto obbligatorio rivolgresi presso l’ufficio postale della zona se questo non riesce a garantire il giusto livello di servizi”.

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