Voti pagati dai politici alla malavita, nuove accuse dalle carte di “Alba Pontina”

Voti pagati dai politici alla malavita, nuove accuse dalle carte di “Alba Pontina”

Sport, politica e malavita. Un intreccio inquietante quello emerso a partire dall’inchiesta Don’t touch e diventato quasi una costante in quelle successive. Dalle carte di “Alba Pontina” emergono così ora altre accuse che mostrano come lo stesso acquisto di voti in occasione dei diversi appuntamenti elettorali nel capoluogo pontino fosse quasi una prassi per più di un candidato.

Oltre agli episodi al centro delle accuse che hanno portato all’arresto di 25 indagati della cosiddetta mafia rom, altri ne spuntano fuori dalle dichiarazioni rese ai magistrati da Roberto Toselli, 27enne di Latina che, minacciato dai Travali, per un periodo aveva anche tentato la strada della collaborazione con la giustizia, e dal pentito Renato Pugliese, figlio di Costantino Cha Cha Di Silvio.

Il 15 giugno 2016, interrogato a Rebibbia dai pm antimafia Michele Prestipino e Barbara Zuin e dai pm di Latina Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro, Toselli punta il dito su Pasquale Maietta, ex deputato di Fratelli d’Italia e protagonista delle principali indagini portate avanti dalla Procura di Latina negli ultimi anni. Lo fa descrivendo le attività di Francesco Viola, inquadrato in Don’t touch come uno dei più agguerriti soldati dell’organizzazione malavitosa di Cha Cha e dei Travali.

Viola ha messo dei soldi nel Latina Calcio – assicura Toselli – e partecipa ai guadagni. Si incontrano in posti concordati, in un viale vicino all’università o in un bar dove Viola si trova ogni mattina. So che a Borgo Flora se non erro c’è un’officina che è stata finanziata da Viola e Maietta ed è intestata a un prestanome. Credo l’abbiano acquistata circa tre anni addietro”.

Poi le accuse sul voto inquinato: “Viola ha sostenuto Maietta nelle elezioni. Oltre a mettere i manifesti, attività che ho svolto io insieme ad Angelo Morelli e altri, comprava i voti. Ad esempio io ho ricevuto 50 euro in cambio del voto a Maietta e così moltissime persone dimoranti a viale Nervi. Non so bene quale fosse l’utilità ricavata dal Viola, ma sono certo che il Viola ha ottenuto dei profitti, e tra questi 60mila euro in contanti e una villetta. Temo fortemente le conseguenze delle mie dichiarazioni e ritengo per quanto ho detto che sia in pericolo anche la mia compagna”.

Accuse ribadite dal pentito Pugliese: “Quando poi partì la campagna elettorale tramite Riccardo Agostino, che conosceva Fausto Bianchi, entrammo nella campagna elettorale ma poi lavorammo tramite Del Prete Raffaele nella campagna elettorale per Salvini e Cetrone Gina. Agostino aveva già lavorato alle regionali del 2013. Riccardo aveva già lavorato con Viola Francesco, Morelli Angelo e Sabatino, miei cugini, nella campagna del 2013 per Maietta Pasquale. Posso riferire sulla compravendita di voti per le elezioni del 2013 in favore di Maietta”.

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