Primo intervento a rischio e casa della salute dimenticata, cosa succede?

Primo intervento a rischio e casa della salute dimenticata, cosa succede?

Il Comune di Sabaudia può rinunciare al punto di primo intervento ? La prospettiva è proprio quella della chiusura che potrebbe arrivare nel mese di dicembre. I presidi a rischio sono 13 nella Regione Lazio e per quanto riguarda la provincia di Latina si tratta di quelli di: Sabaudia, Minturno, Gaeta,Priverno, Sezze, Cori e Cisterna di Latina. E pensare che invece per Sabaudia le promesse andavano nella direzione opposta, tanto che la prospettiva era quella dell’apertura di una casa della salute all’interno dell’ex Ipai. Questa battaglia era stata portata avanti da Franco Brugnola ex consigliere comunale di opposizione che non ha abbandonato il suo impegno, anzi. Una questione di coerenza che è andata  molto oltre la politica e i consensi.

Franco Brugnola

LA PRIMA PETIZIONE Per questo motivo Brugnola torna sulla questione casa della salute bacchettando anche i suoi ex compagni di partito considerando che la Regione è in quota Pd. Ed è stata inoltrata anche una lettera al ministero della salute. “Una Casa della salute in ogni Distretto – commenta Brugnola –  questa era stata la promessa del Presidente Zingaretti in occasione dell’inaugurazione della prima Casa della salute del Lazio a Sezze romano. Come qualcuno ricorderà tra i 2013 e il 2014 fui il promotore di una Petizione al Sindaco di Sabaudia (che raccolse circa mille firme) per sollecitare l’istituzione a Sabaudia di una Casa della salute, a seguito della quale la Giunta comunale approvò in data 14 ottobre 2014 la deliberazione n. 114 avente per oggetto: ‘Istituzione Casa della salute, atto di indirizzo’, con la quale è stato chiesto alla Direzione Generale della ASL e al Presidente della Regione Lazio che il preesistente presidio Sanitario di Sabaudia sia rimodulato ed adattato alle nuove esigenze con l’istituzione della Casa della Salute di Sabaudia”.

SERVIZI A MACCHIA DI LEOPARDO “Da quanto si apprende dal sito web della Regione Lazio – continua l’ex consigliere comunale –  risultano aperte a Roma n. 5 CdS, in provincia di Roma n. 3 CdS, in provincia di Frosinone n. 5 CdS, in provincia di Latina 1 CdS, in provincia di Rieti n. 1 CdS e infine in provincia di Rieti n.2 CdS. Per quanto riguarda la provincia di Latina sono stati finanziati lavori per adeguare la struttura del poliambulatorio di Aprilia e quella dell’ex ospedale Di Liegro di Gaeta.Il Presidente della Regione Lazio, al fine di dare attuazione agli impegni assunti a livello di Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali per il piano di rientro, nella sua qualità di Commissario ad acta, con il DCA U0052 del 22 febbraio 2017 ha stabilito di adottare il Programma Operativo per gli anni 2016 – 2018 a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi della Regione Lazio nel settore sanitario denominato “Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale”.

COSA PREVEDE IL PIANO DI  RIORGANIZZAZIONE?Nell’ambito di detto Piano – prosegue  è stato, tra l’altro, assunto al punto 9.3 l’obiettivo e quindi l’impegno di programmare il completamento dell’attivazione di ulteriori Case della salute, assicurando la presenza di una di esse per ciascun Distretto sanitario, entro il 31 dicembre 2018. Molti distretti sono ancora scoperti e il tempo stringe, per cui in data 25 giugno ho provveduto ad inviare una segnalazione all’Ispettorato Generale per la Spesa Sociale (IGESPES) della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze nonché alla Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute che fanno parte del predetto Tavolo Tecnico. In detta nota ho fatto presente come, tenuto conto degli adempimenti necessari al fine di assicurare il rispetto della scadenza prefissata e con particolare riguardo al rispetto dei requisiti per l’autorizzazione e per l’accreditamento delle strutture individuate, sarebbe opportuno in primo luogo individuare i criteri che dovrebbero essere posti alla base della procedura per la pianificazione territoriale delle CdS e quindi per l’individuazione in ciascun distretto sanitario del Comune dove collocare questo presidio di prossimità”.

OSPEDALI AI MINIMI TERMINI Nei mesi la situazione si è complicata perchè gli ospedali vengono continuamente depotenziati. Con il conseguente congestionamento dei nosocomi più grandi. Le case della salute possono contribuire ad attenuare questa problematica almeno per quanto riguarda alcune prestazioni. “Com’è noto – conclude –  la chiusura di molti ospedali, talora anche di grandi dimensioni, ha creato spesso dei veri e propri vuoti lasciando ampie aree dei territori delle province prive di qualsivoglia struttura di assistenza. C’è da considerare che in questi ultimi anni la distribuzione della popolazione nella provincia di Latina in alcuni casi è mutata in maniera notevole rispetto al passato per cui molti Comuni nelle aree collinari, un tempo dotati di ospedale (ora disattivati come tali), oggi hanno perduto gran parte della popolazione, mentre le città di fondazione che fino ad alcune decine di anni fa avevano poche migliaia di abitanti si trovano ad averne molte decine di migliaia. Appare evidente che sia quanto mai opportuno utilizzare l’opportunità offerta dall’apertura delle nuove CdS per assicurare una redistribuzione dei presìdi con particolare riguardo a quelli delle aree che hanno sofferto maggiormente i tagli alla sanità o la chiusura degli ospedali. Allo scopo di dare il mio contributo ho fornito anche gli elementi (popolazione, distanze dall’ospedale più vicino, dati epidemiologici, ecc.) per individuare i Comuni dove collocare le Case della salute ancora mancanti. Per quanto riguarda il Distretto 2 sono tornato a sollecitare la mia proposta di collocare la casa della salute nella città di Sabaudia che con l’ex ospedale di via Conte Verde ha già a disposizione una sede atta allo scopo.

E IL PRIMO INTERVENTO?Casa della salute in forse, punto di primo intervento a rischio chiusura, la situazione non è buona. E pensare che a Sabaudia vivono delle persone che all’ex Ipai ci sono nate, quel presidio è un simbolo per fa parte della storia della città. Un ex ospedale che negli anni è stato privato, pezzo dopo pezzo, dei suoi servizi ma che comunque pensando al primo intervento, è di fondamentale importanza per Sabaudia che è anche un centro di mare e si sa quali siano le emergenze estive. Servizi che fino ad oggi si sono retti in primis sulle capacità del personale medico e degli infermieri che non dovrebbero di certo essere “premiati” con la chiusura del primo intervento ma piuttosto supportati e messi nelle condizioni di lavorare al meglio. E’ on line una pagina Facebook “No alla chiusura del Punto di Primo Intervento di Sabaudia” dove i cittadini potranno trovare informazioni e sostenere la battaglia per scongiurare la chiusura. Non si escludono proteste anche nei prossimi giorni.

 

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